Ceccano rende onore ai suoi internati militari, sabato 19 settembre, ore 11, Biblioteca, 6 medaglie d’onore


Giuseppe Anelli, Vitaliano Calenne, Giuseppe Stella e i tre fratelli Tommaso, Camillo e Sante Ruspantini riceveranno dal Prefetto di Frosinone la Medaglia d’onore degli Internati Militari. Ce ne parla Luigi Compagnoni che da anni cura questo impegno della memoria.

Una pagina della storia di Ceccano torna al centro della nostra memoria collettiva. Furono 219 gli Internati ceccanesi

di Luigi Compagnoni

Presso la Prefettura di Frosinone, lunedì 21 settembre 2026 alle ore 11.00, si terrà la cerimonia per il conferimento della Medaglia d’Onore destinata ai cittadini italiani, militari e civili, deportati o internati nei lager nazisti e avviati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Il riconoscimento, previsto dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, rappresenta un risarcimento morale e un atto pubblico di memoria nei confronti di chi subì la deportazione, la prigionia e la privazione della libertà. Per la città di Ceccano sono state concesse sei Medaglie d’Onore: a Giuseppe Anelli, Vitaliano Calenne, Giuseppe Stella e ai tre fratelli Tommaso Ruspandini, Camillo e Sante Ruspantini. Sei giovani ceccanesi, ciascuno con le proprie aspirazioni e con le proprie laboriose esperienze di vita, accomunati dal richiamo alle armi e dalle medesime, durissime vicissitudini di prigionieri destinati al lavoro coatto. La storia degli Internati Militari Italiani nei lager tedeschi è una pagina che ancora oggi invita a riflettere sulle tragedie della guerra e sul valore della pace, della libertà e della dignità umana. Prima della cerimonia ufficiale prevista in Prefettura, l’Amministrazione comunale di Ceccano incontrerà i familiari degli ex Internati Militari insigniti sabato 19 settembre alle ore 11.00 presso la Sala De Sio della Biblioteca comunale, in Piazza Municipio, e sarà l’occasione per tributare il giusto riconoscimento ai concittadini che subirono la deportazione e le atrocità della prigionia nei lager nazisti, oltre che per ricordare in modo particolare il
sacrificio di Vitaliano Calenne, morto durante la prigionia. L’incontro avrà anche un valore concreto per la tutela della memoria cittadina. Secondo la ricostruzione storica disponibile, dei 219 Internati Militari nativi di Ceccano aventi diritto risultano finora inoltrate e accolte soltanto 20 domande: restano quindi quasi duecento posizioni per le quali le famiglie possono verificare la possibilità di ottenere il riconoscimento. Durante l’incontro sarà ribadita la disponibilità dell’elenco degli I.M.I. nativi di Ceccano e della modulistica necessaria per presentare l’istanza di concessione della Medaglia d’Onore ai familiari aventi titolo. La nostra comunità deve essere riconoscente verso chi, dopo l’8 settembre 1943, pagò con la deportazione e l’internamento il rifiuto di collaborare con la Germania nazista e di aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Ricordare oggi quelle scelte significa restituire dignità alle persone, alle famiglie e a una pagina di storia che appartiene pienamente alla memoria civile di Ceccano e dell’Italia.

Giuseppe Anelli

Giuseppe Anelli nacque a Ceccano il 12 settembre 1917. Arruolato nell’8° Raggruppamento di
Artiglieria di Corpo d’Armata, fu impiegato sul fronte greco-albanese. Il 9 settembre 1943 venne
catturato dalle truppe tedesche e successivamente internato in Austria, nell’area di Steyr, nel sistema
dipendente dallo Stalag XVII B. Fu destinato al lavoro coatto nel sottocampo n. 1076 e rimase in
prigionia fino alla liberazione da parte dell’esercito americano, avvenuta l’8 maggio 1945, nel giorno
della resa della Germania nazista.

Vitaliano Calenne

Vitaliano Calenne, nato a Ceccano il 16 novembre 1914, prestava servizio con il grado di caporal
maggiore nel 22° Battaglione mortai da 81, inquadrato nella 22ª Divisione «Cacciatori delle Alpi»
dell’XI Corpo d’Armata, allora dislocata nell’area di Lubiana. Fu catturato dai tedeschi l’8 settembre
1943, tra Lubiana e Fiume, mentre il reparto si trovava in colonna durante il ripiegamento.
Deportato in Germania, venne destinato al lavoro coatto presso gli impianti della Chemische
Werke Hüls, a Marl-Hüls, nel cuore industriale della Ruhr. L’11 marzo 1945 la città fu colpita da un
pesante bombardamento aereo americano che coinvolse anche l’area del campo in cui Calenne era
detenuto. Dopo la morte fu inizialmente sepolto nel cimitero cattolico di Marl; negli anni Cinquanta, in
seguito agli accordi tra Italia e Germania per il riordino delle sepolture di guerra, i suoi resti furono
trasferiti al Cimitero d’Onore Italiano di Amburgo, dove riposano migliaia di militari italiani provenienti
anche dalla Westfalia.
Giuseppe Stella

Giuseppe Stella

Giuseppe Stella nacque a Ceccano il 17 maggio 1918. Arruolato nell’8° Reggimento di Artiglieria,
3° Battaglione, fu schierato sul fronte greco e catturato dai tedeschi il 9 settembre 1943. Venne
internato nell’area di Berlino, nel sistema dello Stalag III D, articolato in numerosi sottocampi
distribuiti nella capitale tedesca e destinati all’impiego coatto degli Internati Militari Italiani.
Nella memoria di Giuseppe Stella tornarono a lungo la fame, le angherie dei carcerieri e
soprattutto i bombardamenti che devastavano Berlino. Gli internati venivano impiegati anche nella
rimozione delle macerie dopo le incursioni aeree alleate e, nelle fasi finali della guerra, vissero anche
sotto il fuoco dell’artiglieria sovietica che avanzava da est. Secondo i suoi racconti, quando suonava
l’allarme non vi erano rifugi sicuri a disposizione dei prigionieri: talvolta la sola possibilità di riparo era
cercata nelle grandi tubazioni e nelle condotte sotterranee, mentre la città veniva progressivamente
ridotta in macerie.

I fratelli Ruspantini-Ruspandini . Da sinistra: Sante, Tommaso e Camillo.

La vicenda dei Fratelli Camillo e Sante Ruspantini e nel caso di Tommaso per una diversa
iscrizione anagrafica del cognome, Ruspandini, apre un capitolo particolarmente significativo della
storia degli Internati Militari di Ceccano. Appartenevano a una famiglia numerosa, con altri due fratelli
e quattro sorelle. Tommaso e Camillo avevano già conosciuto uno scenario di guerra in Etiopia nel
1936; allo scoppio della Seconda guerra mondiale, i tre si trovarono impegnati, in momenti e reparti
diversi, tra l’Italia nord-orientale e i fronti della ex Jugoslavia, della Grecia e dell’Albania. Dopo
l’armistizio del settembre 1943 tutti e tre conobbero la cattura e la deportazione.
Tommaso Ruspandini
Tommaso Ruspandini, il maggiore dei tre, nacque a Ceccano il 29 aprile 1910. Fu catturato dai
tedeschi il 9 settembre 1943 a Pontebba, in Friuli-Venezia Giulia, nei pressi del confine con l’Austria.
Venne internato nello Stalag II B di Hammerstein, grande campo di prigionia situato nell’odierna
Czarne, in Polonia, territorio che all’epoca apparteneva alla Germania. Il campo fu liberato nel
maggio 1945 dall’avanzata delle truppe sovietiche.
Camillo Ruspantini
Camillo Ruspantini nacque a Ceccano il 12 gennaio 1912. Fu catturato dai tedeschi in Croazia
nel settembre 1943 e internato nello Stalag III C, presso Alt Drewitz, nell’area di Küstrin, a circa 80
chilometri da Berlino. Anche per lui l’internamento significò privazione della libertà, fame e lavoro
coatto in condizioni estremamente dure.
Sante Ruspantini
Sante Ruspantini nacque a Ceccano il 2 agosto 1918. Sergente nel corpo dei Bersaglieri,
impiegato in Croazia, fu catturato dai tedeschi nel settembre 1943 mentre il suo reparto si trovava
dislocato a Laives, in provincia di Bolzano. Venne internato nello Stalag VI B di Neu-Versen, presso
Meppen, nella Bassa Sassonia, vicino al confine con i Paesi Bassi.
Secondo i ricordi del nipote, prof. Giovanni, Sante fu il più incline dei tre fratelli a raccontare
l’esperienza della guerra e della prigionia: la scarsità estrema di cibo, la dura disciplina imposta nei
lager e il lavoro nella rimozione delle macerie e in una centrale elettrica, ripetutamente colpita dai
bombardamenti, che mise più volte a repentaglio la sua vita. In seguito fu assegnato ai lavori presso
un’azienda agricola.


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