In questi giorni Anagni celebra solennemente uno degli eventi più importanti della storia europea, quello “schiaffo” del 7 settembre 1303, le cui conseguenze sarebbero andate ben oltre l’offesa diretta alla sede papale. I congiurati si radunarono a Ceccano e da qui partirono con un consistente aiuto militare dei Conti. Più volte nel passato s’è cercato di ricordarlo, l’ultima volta nel 2015 con il progetto di un semplice monumento celebrativo ma poi tutto è caduto nel dimenticatoio.
L’arch. Angeletti Latini ha rivisitato il suo breve saggio sullo schiaffo che volentieri pubblichiamo
Son trascorsi dieci anni da quando scrissi questo articolo con il quale intendevo ricollocare nella giusta dimensione i conti de Ceccano, che ebbero parte ad uno degli episodi tra i più importanti del medioevo: lo schiaffo di Anagni.
Puntualmente come ogni anno lo ripropongo, all’Amministrazione in carica, sperando di trovare un risveglio di sensibilità e condivisione. La città di Anagni, dove l’episodio si svolse, anche quest’anno propone iniziative atte a ricordarlo, ma Ceccano, dove tutto ebbe inizio…. tace. Forse ancora intimorita dalla scomunica che subì? Non può sfuggire che per Ceccano sarebbe certamente un riscatto dal secolare oblio storico e un’occasione, anche promozionale, per far conoscere il ruolo della potente famiglia feudale dei de Ceccano e della loro contea, con le conseguenti ricadute. Uno spazio, tra le varie manifestazioni cittadine, sicuramente potrebbe ricavarsi per una
iniziativa indiscutibilmente di grande spessore culturale. Quest’anno, il prossimo 7 settembre, ricorrerà il 722° anniversario, purtroppo sarà un’altra occasione mancata,….ma se in un futuro si vorrà dar seguito all’iniziativa
basterà aggiornare l’anno nell’iscrizione, fermo al 2015, che mi auguro, data la mia età, di poter vedere.

Viene deciso l’invio del Guglielmo di Nogaret (1260-1314) ad Anagni per arrestarlo, assieme allo
Sciarra, alla testa di una milizia armata, in Italia per far prigioniero il papa ed imporgli la rinuncia al
papato così come lui aveva fatto con Celestino V.
La tradizione (1) vuole che la riunione per definire le modalità di esecuzione della congiura e la leva
delle truppe sia avvenuta nel territorio di Ceccano nella macchia di Faito, luogo che conserva ancora
la denominazione di “Pietra del mal consiglio o rea”. Qui si riunirono Giovanni II de Ceccano, che
in quel frattempo era stato liberato dal carcere dai figli, e questi tra i quali sicuramente Goffredo, e
forse il di lui figlio Tommas(ell)o IV, Rainaldo de Supino e suo fratello Tommaso, signore di Morolo,
con gli altri capi della congiura.
L’operazione e decisa e ha avvio il 7 settembre 1303 e porta il nome di “schiaffo di Anagni” per
l’oltraggio imposto al papa.
Bonifacio VIII informato dell’evento si fa trovare nella sala dei ricevimenti in abiti papali e al Nogaret
che gli intima al papa di seguirlo a Lione, dove il concilio convocato dal re lo deporrà
potete leggere il breve saggio qui
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