Ho un ricordo personale delle canzoni di Francesco Guccini, in maniera particolare per Il vecchio e un bambino. Era il 1976, il Gruppo Agape, che riuniva tanti giovani di Ceccano appassionati di musica, presentava spettacoli a sfondo religioso, utilizzando canzoni cantautoriali, fra cui quelle di Guccini, come La canzone del bambino nel vento. Si stava andando a presentare il recital Cristo, morira per noi? a Frascati. Appena iniziata la discesa autostradale verso l’uscita di Monteporzio Catone, una nuvola di inquinamento apparve incombente sul cielo della capitale. Presi spunto da quell’immagine proprio per presentare Il vecchio e il bambino: si adattava perfettamente. Non sapevo, allora, che la situazione, 50 anni dopo, si sarebbe ribaltata: la nuvola di smog e di polvere non riguarda più Roma ma la nostra terra. La canzone è ancora più adatta.

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera.
L’ immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d’ intorno non c’era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo
I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l’ anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero
E il vecchio diceva, guardando lontano:
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni”
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
“Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”
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