Traduzione a cura di Vincenzo Angeletti Latini

A.D. 1196, 25 luglio. Indizione 13. In questo anno per grazia, e misericordia di Dio Onnipotente al tempo del signor Giovanni de Ceccano la Chiesa di S. Maria del Fiume fu onorevolmente dedicata e consacrata alla quale consacrazione fu come padre (padrino) il Signor Giordano Cardinale Prete e il Signor Berardo Vescovo di Ferentino il Signor Giovanni Vescovo di Anagni il Signor Pietro Vescovo di Segni il Signor Taddeo Vescovo di Alatri il Signor Oddone Vescovo di Veroli . Il Signor Tedelgario Vescovo di Terracina si diede così inizio alla cerimonia il 24 luglio dopo pranzo riunendosi i Vescovi con il Signor Cardinale, e con grandissima presenza di Chierici, e Laici, tanto della Campagna, quanto della Marittima e di altre Province presso la Chiesa di S. Maria del Fiume si dispose la processione nella qual processione vi erano sette paia di fiaccole accese, venti turiboli d’argento con fuoco e aromi 4 libri dei Vangeli d’argento 12 Croci d’argento, e quattro pissidi con reliquie le quali reliquie erano state portate da 4 Padiglioni che si trovavano nelle Canapine fuori il circuito della chiesa Mentre intonavano il responsorio Questa è la vera Fraternità, e in ciascun Padiglione erano accese sette lampade, e così nei Padiglioni erano vigilate e custodite le reliquie dai Chierici che cantavano, e lodavano, e benedicevano ilo Signore, e dovunque canti, e Lodi dei Laici uomini e donne per tutta la notte non vennero meno.
Il 25 luglio fattosi giorno convenendo i Vescovi, riuniti con il Signor Cardinale secondo l’ordine della consuetudine in primo luogo consacrarono l’insieme della Chiesa della Beata sempre Vergine Maria quindi ricomponendo la processione e recandosi ai Padiglioni presero così le Reliquie e le portarono nella Chiesa di S. Maria con le preghiere di tutti i Vescovi il Signor Cardinale parlò, così bene, e sottilmente che tutti coloro che lo avevano conosciuto il giorno precedente e due giorni prima furono presi da straordinario stupore, non ancora finito il sermone ecco il Signor Giovanni de Ceccano che si trovava gravemente infermo in casa sua irruppe sano in chiesa ciò vedendo tutti gli uomini ritenendolo un grandissimo miracolo e meravigliandosi per quasi mezz’ora ad alta voce delle benevolenze lodarono, e benedissero il Signore che vive, e regna nei Cieli.
Concluso il sermone fu consacrato l’altare maggiore che è sito nel mezzo della Chiesa di S. Maria per mano del Signor Berardo venerabile vescovo di Ferentino assistendo, e cooperando con lui il Signor Giordano venerabile Cardinale di S.R.E. e il Signor Giovanni venerabile Vescovo di Anagni in onore dell’Onnipotente Dio Padre, e del figlio, e dello Spirito Santo, e della gloriosissima Vergine Maria Madre di Nostro Signore Gesù Cristo Riguardo alle reliquie stesse (ivi riposte furono) del legno della Croce del Signore, delle vesti della Beata Maria, dell’Apostolo Pietro, dell’Apostolo Giacomo, di Marco Evangelista, di Lorenzo Martire, di Sebastiano e suoi Compagni, dei Santi Innocenti di Marta di Audiface ed Abacuc di Papa Stefano di una pietra del Protomartire Santo Stefano di Crisante, e Daria e suoi compagni di Evenzio di Alessandro , di Cesario Martire di Cirillo Vescovo e Martire di Nicola Vescovo e Confessore di Ilario Dottore di Barbara Vergine e Martire di Margherita Vergine e Martire di Aurelia di Superanzia della veste di San Tommaso Arcivescovo di Canterbury.
Nello stesso giorno e all’ora medesima fu consacrato l’Altare di San Paolo Apostolo che è sito nel Portico della predetta chiesa per mano del Signor Oddone Venerabile Vescovo di Veroli riguardo alle reliquie stesse (ivi riposte furono) di Marcelliano di Pietro, di Marco, e Marcellino di Maurizio martire di Nabore martire di Nereo Del Sangue della Beata Lucilla di Secondina Vergine.
Quel giorno, e alla stessa ora fu consacrato l’Altare di San Quirico che è sito sta in un altro portico della spesso nominata Chiesa per mano del Venerabile Signor Taddeo Vescovo di Alatri riguardo alle Reliquie stesse (ivi riposte furono) del legno del Signore della Pietra del sepolcro di Sebastiano dei quaranta martiri di S. Barbara Nello stesso giorno, e nella stessa ora la Chiesa del Beato Matteo, che è vicina alla spesso citata chiesa con l’altare fu consacrata per mano del Signor Pietro Venerabile Vescovo di Segni assistendo e cooperando con lui il Signor Tedelgario Venerabile Vescovo di Terracina riguardo alle Reliquie stesse (ivi riposte furono) , di Filippo, e di Giacomo, di Marco, e di Marcelliano, di Crisante, e di Daria di Concordio Martire e di altri soci il nome dei quali conosce Dio
Concluse le funzioni divine ciascun Vescovo tornò al proprio alloggio il Signor Cardinale alla Curia La lista delle vivande (fu di) cento pani sei urne (un’urna pari a circa 13 litri) di vino 1 vacca 2 porci 2 castrati 6 galline 15 polli un’ oca mezza libbra (circa 325 grammi) di pepe e di Cannella Il Signor Vescovo di Anagni alla chiesa di S. Giovanni 90 pani 5 urne di vino 1 vacca 1 porco 4 galline 10 polli un’oca 9 quarte (una quarte corrispondente a un recipiente di circa 12,5 litri) di frumento, un paio di bacili 2 tovaglie 1 libra di cera per le candele e 2 per le fiaccole Il Signor Vescovo di Alatri (ebbe) altrettanto alla Chiesa di S. Pietro, il Signor Vescovo di Alatri altrettanto alla Chiesa di S. Quinziano Il Signor Vescovo di Terracina (trovò) a S. Nicola 50 pani 2 urne di vino mezza vacca mezzo maiale due galline 6 polli un’oca tre once di pepe e di cannella 3 quarte di frumento 2 bacili 2 tovaglie una libbra di cera per le candele 2 per le fiaccole il Signor Vescovo di segni (ebbe) altrettanto nella casa di Stefano di Natone Il Maestro Giovanni di Ferentino a casa di Giovanni Gaetani (trovò) 1 porco 20 pani un’urna di vino Tutte le Chiese di Ceccano secondo i commensali ebbe pane e carne Il Signor Berardo Vescovo di Ferentino restò nella Chiesa di Santa Maria con i Ferentinati per i quali voleva pagare le spese, e offrì a tutti coloro che vollero accettare e nell’interno della chiesa fu dato da mangiare a tanti uomini che a chi ne volesse scrivere provocherebbe sazietà, ma per grazia di Dio nessuno venne in quell’occasione a chiedere cibo che se ne andasse senza riceverne Finita la consacrazione delle Chiese, e degli altari il primo donativo che lì fu dato il Signor Cardinale offrì, e con le sue mani sopra l’altare maggiore sempre nominato il prezioso suo paramento , cioè un amitto frangiato un camice frangiato un cingolo frangiato una bella (stola) con manipolo , un’ottima tunica con tonicella e una pianeta ornata con splendidi fregi che aveva il Signor Cardinale comprata a Colonia per nove marchi d’argento un’ottima tovaglia frangiata per altare bei sandali con calze, un buon faldistoro. La 2ª oblazione il Signor Giovanni de Ceccano offrì (incomprensibile) carta [·……..] che egli stesso posò sopra lo spesso citato altare come scritto nel documento che si vede in seguito
Il testo è tratto dalla nuova traduzione della Cronaca de Ceccano. Chi ne volesse avere la copia cartacea dell’intero documento con entrambi i testi, latino e italiano, può chiedere direttamente al dott. Matteo Limongi, all’indirizzo mail mat.limongi@gmail.com
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