Non mi interesso molto di calcio e di mondiali, soprattutto quando non c’è la nazionale azzurra (quante date spostate, in passato, dei concerti per non farle coincidere con le gare… quest’anno ci siamo consolati con le repliche) ma sono rimasto colpito da una discussione generata da una frase di un importante uomo politico spagnolo che, prima dell’incontro tra la Francia e la nazionale spagnola ha affermato che la formazione dei Bleus non era costituita da Francesi. Sono andato a controllare le situazioni dei diversi calciatori a cominciare da Mbappé il quale, ad esempio, è nato a Parigi da genitori francesi, anch’essi nati in Francia. Forse non è francese per il colore della pelle? E poi ho scoperto che nelle squadre impegnate nei mondiali ci sono stati ben98 calciatori nati in Francia, quindi francesi di nazionalità, e che hanno giocato con formazioni diverse dai Bleus. Lo stesso è accaduto per calciatori nati in Olanda, in Danimarca, in Svezia… Come vedete, non è un problema del football e dei suoi campionati mondiali e che va al di là dell’essere appassionati di pallone o meno. La stessa cosa accade infatti se a compiere un reato, ad esempio, è una persona di colore, anche nel nostro Paese. Scatta subito la ricerca di chi sono i suoi genitori, magari i suoi nonni, quando sono arrivati in Italia etc. anche se quel tipo è nato in Italia, parla il dialetto della zona dove vive, veste come gli altri. Unica differenza: la pelle! Un brutto segnale che si rimangia l’art. 3 della nostra Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Racconto spesso di un fatto capitatomi in una fermata della metro a Cinecittà: entrarono nel treno dei ragazzi, dai tratti somatici chiaramente asiatici. Pensai fossero turisti fin quando non aprirono la bocca e cominciarono a discutere fra loro nel più puro romanesco di borgata. Sono italiani, romani, o no? E’ la diaspora dei popoli che, fra l’altro, non è un fenomeno soltanto di questo tempo. Proprio a Roma, nel I secolo d. C. , quello dei grandi imperatori, Augusto, Tiberio, Claudio, non si parlava latino, ma greco se quel milione di persone che l’abitavano volevano comprendersi fra loro, tanto erano diversi i paesi e i popoli da cui provenivano. E le altre storie di diaspora sarebbero altrettanto interessanti.

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Caro Pietro,
ovviamente è … questione di pelle o, se si preferisce, d’una diversa pigmentazione della pelle.
E questa cosa, nel XXI secolo, è davvero triste e sconcertante.
La pelle, il colore della pelle…
Michel Platini, forse il miglior calciatore francese della storia, è nato sì in Francia, ma da genitori italiani, d’origine piemontese se non sbaglio.
Qualcuno ha forse mai avuto l’ardire (o la faccia tosta) di metterne in dubbio o discussione la “francesità”?
per non parlare di Sinner, germanofono