Ciao Domenico, hai fatto conoscere il nome di Ceccano al mondo intero


Domenico Adinolfi ci ha lasciati, gloria del pugilato italiano, degno erede della tradizione di Domenico Tiberia, era stato campione europeo dei mediomassimi, ma anche attore in Grand Hotel Excelsior con Carlo Verdone. Un uomo poliedrico, spigoloso, caparbio. Costantino Colombi, in Storie del pugilato italiano, scrive di lui: indomabile e indimenticabile mediomassimo nato il 20 giugno 1946 a Ceccano, uno dei personaggi più audaci, ed eccentrici, di sempre. Un pugile fuori dalla norma, dalla consuetudine; con un carattere bizzarro, originale, stravagante: ma dominante nella scena pugilistica italiana, e Internazionale, del suo periodo. La sua decisione di avvicinarsi al pugilato è stata sopra tutto inizialmente motivata dalla necessità economica e successivamente dalla passione, provenendo da una famiglia numerosa e di umili origini. La sua carriera si è articolata in due fasi distintive: Nella prima fase, agli inizi degli anni ’70, Adinolfi si afferma come campione italiano nella categoria dei medio massimi dopo soli 9 incontri, sconfiggendo per KO un grande della boxe italiana, Rinaldi. Il 4 dicembre 1974, a Campione, mette KO Karl Heinz Klein in soli 2 minuti della prima ripresa, conquistando il titolo europeo dei pesi massimi. Difende il titolo europeo per tre volte in due anni, ma lo perde in modo controverso a Belgrado a causa di uno scandalo arbitrale. Questa ingiustizia e le false accuse di coinvolgimento in un attentato lo portano a cercare fortuna in Canada e in Belgio. La seconda fase della carriera inizia dopo il ritorno in Italia a 34 anni. Adinolfi si riaffilia alla Federazione Pugilistica Italiana, ritrovando la motivazione. Nel 1980, a Norcia, riconquista il titolo italiano dei massimi demolendo Giovanni De Luca in 12 riprese e lo difende con successo nei successivi tre match.Adinolfi ha disputato un totale di 61 incontri, con 51 vittorie, 9 sconfitte, 3 pareggi e un no contest. Adinolfi , forse proprio a causa del suo carattere spigoloso e della sua franchezza, ha ricevuto meno riconoscimenti di quanto avrebbe meritato a causa dei conflitti con i vertici della Federazione Pugilistica.

Dopo il suo ritiro, è stato impiegato presso il comune di Ceccano, ma il suo amore per la boxe è rimasto intatto. Aprì una palestra a Ceccano, sperando di ispirare giovani talenti a seguire le sue orme. Un aneddoto curioso rivela l’antipatia di Adinolfi verso i rivali tedeschi, derivante da un episodio della sua infanzia durante la guerra. La sua famiglia perse un maialino a causa dei tedeschi, e prima di ogni incontro in Germania, sua madre gli ricordava di immaginare l’avversario come un parente di chi gli aveva sottratto il maiale. Da dilettante, Adinolfi ha combattuto in Germania ben ventuno volte, vincendo 20 incontri e pareggiandone 1. Nonostante le sfide e le ingiustizie affrontate durante la sua carriera, Domenico Adinolfi è riuscito a lasciare un’impronta indelebile nella storia della boxe italiana.

Il suo spirito indomito e la passione per il pugilato lo hanno portato a superare non solo avversari sul quadrato, ma anche le difficoltà della vita. Il suo contributo al mondo della boxe va oltre i titoli e le vittorie, rappresentando un esempio di costante tenacia e perseveranza. Mentre il suo nome rimane scolpito nel grande libro della storia del Movimento Pugilistico Italiano, il suo impatto positivo sulla vita di coloro che lo circondano continua a crescere, dimostrando che il vero successo si misura anche al di là delle corde del ring. La vita e la carriera di Domenico Adinolfi sono state una testimonianza alla passione, alla determinazione e alla resilienza di un uomo che ha affrontato le sfide del ring e della vita con uno spirito indomito e un cuore coraggioso. La vita e la carriera di Domenico Adinolfi sono un chiaro esempio di come la passione e la dedizione possano superare le sfide più difficili….. A Domenico va il plauso di tutti gli appassionati per il contributo da lui dato al Pugilato Italiano……. grazie Domenico.


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2 pensieri riguardo “Ciao Domenico, hai fatto conoscere il nome di Ceccano al mondo intero

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  1. Ciao Domenico, ci sono campioni che vincono trofei e campioni che conquistano il cuore della gente. grazie per le emozioni indimenticabili che ci hai regalato. Un cordoglio collettivo e una bandiera a mezzasta a ricordo del grande campione.

  2. ci sono persone che quando la crudelta’ della vita se le porta via , rimangono tra noi, c’e’ sempre una situazione, in anedoto. un flash mentale che ce li riporta in mente. Tutti gli appassionati di boxe lo ricorderanno sempre.

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