Lo faremo dal 15 al 22 luglio, avevamo avuto un incontro con la consigliera Savo che ci aveva rassicurato sul mantenimento di tutti i servizi sanitari locali. E’ questa la prima risposta dell’amministrazione Querqui alla chiusura del Punto di Assistenza Territoriale, il PAT, e il suo accorpamento nella casa della Salute di Frosinone. L’Amministrazione comunale – si legge in un comunicato diffuso stamane – pretende che il Pat venga ripristinato immediatamente. Era stato comunicato che sarebbe stato ricollocato presso la Casa di Comunità di Frosinone non appena fosse stato aperto l’Ospedale di Comunità nell’ex “Ala Mosconi”, all’interno del complesso sanitario di Ceccano. La nuova struttura, stando a quanto riferito dalla Regione Lazio, avrebbe assorbito il servizio per garantire la continuità delle relative prestazioni. Qualora non dovessero arrivare risposte tempestive – si legge ancora – partirà il presidio permanente all’esterno della struttura. Sarà svolto in maniera civile, ordinata e senza alcuna interferenza con le attività sanitarie. Rappresenta un segnale concreto di vicinanza ai cittadini e di impegno dell’Ente nella difesa del diritto alla salute. Contestualmente, è stata richiesta una conferma della salvaguardia integrale di tutti gli attuali servizi ambulatoriali presenti nella Casa della Salute. Chiediamo che la Regione Lazio prenda formale impegno a mantenere i servizi attuali e riportare immediatamente il Pat a Ceccano. Vogliamo difendere un diritto fondamentale dei cittadini. Ci è stato assicurato che, una volta chiuso il Pat, sarebbero stati avviati gli stessi servizi con altre figure, come la guardia medica, il medico competente e il personale dell’Ospedale di Comunità. Chiediamo chiarezza e trasparenza.
Querqui preannuncia anche un coordinamento con i sindaci dei comuni che gravitano nell’area di Ceccano.

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