Tutto come previsto: il S. Maria della Pietà a Ceccano ha perso il PAT, il punto di assistenza territoriale che garantiva la continuità assistenziale, appunto, con un medico e un infermiere a disposizione tutti i giorni dalle 8 alle 20. Ora bisogna andare a Frosinone, in viale Mazzini. E non c’è neppure un avviso per i cittadini che comunque si recano nell’ambulatorio. Trovano chiuso e si siedono ad aspettare, pensando che gli operatori sanitari siano impegnati in qualche intervento. Neanche un fogliettino scritto a penna… Di contro, sono comparsi gli altisonanti cartelli dell’ospedale di comunità, che non c’è. Anche il reparto di degenza infermieristica è chiuso, in attesa di un trasferimento nei locali della nuova area Mosconi ristrutturata ma che, almeno apparentemente sembra ancora lontana dall’essere completata, a giudicare dai mucchi di rifiuti che si trovano proprio all’entrata degli ascensori. Ricordate la porta tagliafuoco arrugginita che tante volte abbiamo segnalato? E’ ancora lì. E la mancanza del totem per le prenotazioni al CUP? Manca ancora. Se non è abbandono, cos’è? E’ sufficiente guardare i volti del personale in servizio per rendersi conto dell’aria di smobilitazione che regna dappertutto.

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