Lo rivela, in un comunicato stampa, il Movimento Ceccano 203023: dicono di averlo appreso nei corridoi di Palazzo Antonelli. Il comune avrebbe, dunque, incassato 180 mila euro. Chiedono che questi soldi, prima parte di quanto Ceccano dovrebbe incassare dalla società appaltatrice per la raccolta dei rifiuti, vengano utilizzati per l’ambiente. Fanno anche un elenco di urgenze: recupero e messa in funzione delle mini isole ecologiche, che oggi giacciono tristemente abbandonate nei piazzali delle scuole; varo di un vero piano arboreo per la valutazione, prevenzione, cura , manutenzione e ripiantumazione del verde pubblico, così da intervenire non solo quando l’ennesimo albero si abbatte al suolo ma in maniera sistemica e scientifica. O ancora, bonifica e smaltimento dell’eternit che qualche incivile continua ad abbandonare sul nostro territorio. Il timore dei rappresentanti di Ceccano 203023 è che, invece, questi soldi finiscano nei mille rivoli dei capitoli di spesa: non possiamo permettere che una risorsa economica così importante, generata proprio dal virtuosismo dei cittadini nella differenziata, venga sacrificata nelle retrovie per altre logiche di bilancio. Chiediamo all’amministrazione di fare immediata chiarezza: questi 90 mila euro appartengono all’ambiente e al decoro della nostra città, ed è lì che devono essere spesi.
Potete leggere qui l’intero comunicato

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