Tutti, almeno quelli della mia età, hanno in mente la data di oggi, 24 maggio: la imparavamo dal canto del Piave, che proprio nella prima strofa fissa la data di inizio di quella “inutile strage” che sarebbe costata all’Italia 600 mila morti ed oltre un milione di feriti. In ricordo di questo numero inverosimile di vittime, 20 anni dopo superato da quello della Seconda Guerra Mondiale, ogni cittadina in Italia edificò mausolei, monumenti, edicole votive. A Ceccano, oltre al monumento ai caduti, realizzarono un’Esedra d’Onore nel cimitero monumentale, in cui venivano tumulati soldati e vittime dei conflitti bellici: da anni è nel più totale abbandono, probabilmente la maggioranza dei Ceccanesi neppure ne conosce l’esistenza. Alcuni volontari, nel passato, provarono a dare una pulita ma l’intervento dovrebbe essere più consistente. Si distinguono, attualmente in parte, soltanto 5 lapidi ma potrebbero essercene altre che varrebbe la pena riscoprire ed onorare. Le sepolture visibili raccontano della maestra Bice Cannata, uccisa nella battaglia di Ceccano il 28 maggio 1944, e poi dell’artigliere ventiduenne Dario Ugo Tanzini, morto in prigionia in India, il 26 luglio del 1941, o del sergente Peruzzi, morto in Russia a 25 anni ed altri ancora di cui non si riesce a leggere quasi nulla. Ridare dignità all’Esedra d’onore potrebbe ricordare a tutti l’inutilità e la tragicità della guerra, alle cui immagini purtroppo rischiamo di fare l’abitudini, dimenticando quanto dolore ci sia in quelle scene e in quelle situazioni, dovunque accadano.

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