Gli studi esistono. Li hanno prodotti enti scientifici autorevoli — 𝑨𝑹𝑷𝑨 𝑳𝒂𝒛𝒊𝒐, 𝑪𝑵𝑹, 𝑳𝒂 𝑺𝒂𝒑𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂, 𝑰𝑺𝑷𝑹𝑨 — e dimostrano chiaramente che la principale causa dell’inquinamento da 𝗣𝗠𝟭𝟬 a 𝑭𝒓𝒐𝒔𝒊𝒏𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑽𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑺𝒂𝒄𝒄𝒐 è il riscaldamento a biomasse: camini e stufe vecchie che avvelenano l’aria che respiriamo ogni giorno. Eppure quegli studi restano nei cassetti. Chi amministra non li cita, non li usa, non agisce. Il vecchio 𝑷𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝑹𝒊𝒔𝒂𝒏𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑨𝒓𝒊𝒂 è fallito — e loro lo sanno. Questo silenzio ha un costo: tumori, chemioterapie, morti premature. Chi non agisce sulle vere cause si assume una responsabilità precisa davanti alla salute pubblica. Cosa chiediamo? Che la 𝑹𝒆𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑳𝒂𝒛𝒊𝒐 abbandoni un piano inefficace e ne adotti uno nuovo, centrato sulla riduzione drastica delle emissioni da biomasse: fondi concreti per sostituire camini e stufe obsolete con impianti moderni, accessibili a tutti.
Così Luciano Bragaglia, battagliero cittadino di Frosinone, responsabile del blog Frosinonebellaebrutta affronta il tema dell’inquinamento nella Valle Latina, invitando tutti a fare pressione sulla Regione, inviando decine e decine di pec che evidenzino le inadempienze degli enti chiamati a tutelare la salute dei cittadini, con la necessaria prevenzione

Trovate qui il testo della pec da inviare alla regione oltre a tutti gli studi scientifici che sono stati realizzati sull’inquinamento della Valle Latina.
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