Manca la trasformazione degli spazi urbani, il loro abbellimento, come bello aveva fatto diventare il suo Liceo, colorato, affascinante, per rendere gradevole l’ambiente in cui uno studia, le opere del laboratorio di scenografia, il coinvolgimento dei ragazzi. Mancano le infiorate per il Corpus Domini, in Piazza, con i ragazzi impegnati sotto la sua guida, le argentee aquile sullo sfondo rosso dei de’ Ceccano appese per la città, le scenografie per i concerti d’opera in Piazza S. Giovanni, quelle per gli spettacoli teatrali, sempre realizzate con la minima spesa possibile, quella che potevamo permetterci. Erano i miracoli della generosità di Memmino e della sua arte: trasformare i materiali meno preziosi in rappresentazioni spettacolari. Totò, Klimt, Caravaggio, Norma, L’elisir d’amore, Leopardi a Napoli, tutte scenografie indimenticabili. Domenico Cipriani ci lasciò, improvvisamente, 16 anni fa, il 26 aprile del 2010. Grazie per la tua amicizia e disponibilità e per quello che ci hai insegnato.

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