Le indagini sui numerosi atti di vandalismo nei confronti di statuine devozionali si sono orientate su una donna di 59 anni, senza precedenti penali, con fragilità psichica. Nessun gruppo islamico, nessuna setta satanica, nessuna banda di ragazzini annoiati, soltanto una poverina in grave difficoltà relazionale. Ora saranno gli inquirenti a capire se alla donna possano essere attribuiti tutti gli eventi o soltanto quelli in cui è stata ripresa dalle telecamere. In un post pubblicato sul sito della diocesi di Frosinone, l’arcivescovo Marcianò porge il suo riconoscimento all’incessante e meticoloso lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine. Grazie alla professionalità e alla dedizione degli uomini e delle donne delle diverse Forze di Polizia, è stato possibile dare una risposta concreta allo sconcerto e al dolore dei fedeli. Un sincero ringraziamento speciale alla Prefettura per l’attenzione e il coordinamento assicurato. La rapidità dell’azione investigativa e la costante presenza sul territorio sono un segno tangibile di vicinanza alle istituzioni religiose e alla sensibilità dei cittadini. Questi atti vandalici hanno ferito profondamente il cuore dei nostri fedeli, che chiedono di poter vivere ed esprimere liberamente la propria fede; sapere che lo Stato vigila con fermezza sulla libertà di culto e sulla tutela dei simboli sacri è motivo di grande conforto. Allo stesso tempo, non possiamo ignorare il turbamento e lo smarrimento che tali vicende hanno suscitato nelle comunità. La sofferenza provocata è reale, ma essa si accompagna alla consapevolezza della fragilità umana che, in questo caso, chiede anche uno sguardo di comprensione e di carità. Proprio per questo, mentre si riafferma con chiarezza il rispetto dovuto ai luoghi e ai simboli sacri, si invita tutti a non cedere a giudizi sommari, ma a custodire uno spirito di responsabilità e di equilibrio.

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