
Un momento di particolare prova per le nostre Diocesi accomunate dal dolore per i recenti atti di profanazione che hanno colpito diverse nostre chiese. Vedere i nostri luoghi sacri violati e le immagini della nostra devozione infrante provoca in tutti noi un profondo turbamento. Così l’arcivescovo Marcianò si rivolge ai fedeli della diocesi dopo le recenti decapitazione di statue raffiguranti la Vergine e Padre Pio. Mentre le Forze dell’Ordine — a cui va il nostro ringraziamento per l’impegno profuso — svolgono le indagini per fare luce su quanto accaduto, desidero rivolgervi un accorato appello alla prudenza e alla vigilanza. Senza cedere a facili allarmismi o a giudizi affrettati su responsabilità che non spetta a noi accertare, vi esorto ad elevare la soglia di attenzione nella custodia quotidiana degli edifici sacri, a curare con amorevole premura i tabernacoli e gli arredi, affinché la nostra presenza sia il primo baluardo contro l’incuria o l’offesa, e a collaborare attivamente, segnalando con discrezione ogni situazione insolita alle autorità competenti. La distruzione di una statua – continua l’arcivescovo – o il disordine in una Chiesa, per quanto dolorosi, ci ricordano che la nostra missione va oltre le mura di pietra. Siamo chiamati, oggi più che mai, alla custodia della nostra Fede. Se le mani possono scalfire il gesso o il legno, non devono poter intaccare la solidità della nostra speranza.
Infine mons. Marcianò chiede ai fedeli di essere testimoni di mitezza, evitando sentimenti di rabbia e restando saldi nel Vangelo e di riscoprirsi “Pietre Vive”, ricordando che il tempio più prezioso da proteggere è quello del nostro cuore e della nostra comunione fraterna.
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