Tre momenti caratterizzeranno il Giorno del Ricordo a Ceccano nel convegno in programma a Santa Maria: nel primo ci sarà un inquadramento storico del confine orientale, con particolare riferimento alla situazione precedente la prima guerra mondiale, alla fine del conflitto e allo svolgimento dell’esodo, con alcune annotazioni sul ruolo dell’opinione pubblica e sulle nuove generazioni. Nel secondo saranno presentate testimonianze dirette di famiglie di esuli giuliano dalmati. Nel terzo verrà esaminata l’assistenza ai profughi nel nostro territorio. Conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale: è questo lo scopo del convegno che la Pro-loco e la Rete delle Associazioni di Ceccano, su iniziativa dell’Azione Cattolica Italiana e dell’Associazione Cultores Artium, terrà per il Giorno del Ricordo, martedì 10 febbraio 2026, alle ore 16,45 nella sala parrocchiale di S. Maria a fiume a Ceccano. Il Giorno del Ricordo vuole mantenere viva la memoria di una tragedia consumata su due fronti: eliminazione fisica e esodo. Le uccisioni e il fenomeno dell’esodo, determinato, questo, sia dal terrore psicologico delle foibe, sia dalle deportazioni e dalla perdita della cittadinanza e della propria cultura, hanno riguardato indistintamente militari e civili. La celebrazione del Giorno del Ricordo, il 10 febbraio 2026, recuperando una parte della storia del popolo italiano, può essere l’occasione per conoscere e per capire. E’ prevista da un’apposita legge della Repubblica Italiana.

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