di Luigi Compagnoni

Ci sono ricordi che non sono propri eppure abitano dentro di noi, come se lo fossero. Da bambino ascoltavo mia madre, vallecorsana, raccontare la tragedia che visse appena quattordicenne, insieme a tutta la sua famiglia. Nel fragore delle bombe si rifugiarono nella piccola casa di via Borgo, nel cuore del centro storico: un riparo fragile, stretto attorno alla paura, mentre fuori si abbatteva un terrificante bombardamento che sconvolse Vallecorsa e segnò per sempre tante vite. Per anni quelle parole sono rimaste in un angolo silenzioso della memoria. Nell’82° anniversario di quella immane tragedia, da architetto incaricato dall’Amministrazione comunale, ho potuto trasformare quel ricordo in un segno condiviso. Il 23 gennaio 1944, in poco più di mezz’ora, un bombardamento a tappeto colpì il centro abitato: crollarono case, vicoli e piazze si riempirono di macerie, 93 persone persero la vita. Fu l’inizio di mesi durissimi, tra nuovi attacchi, cannoneggiamenti e violenze, fino alla liberazione dell’area nel maggio 1944.
Le ricerche storiche locali – a partire dal volume “Jè me ricordo” (Giandrea Cipolla e Davide Mirabella, 2014) – hanno ricostruito e riconosciuto ufficialmente i nomi di 129 vittime civili della Seconda guerra mondiale: uccise dai bombardamenti e dai cannoneggiamenti, dalle violenze e dai residuati bellici, o decedute per le ferite riportate. Quella memoria torna oggi nello spazio pubblico con un gesto semplice e potente: la posa della prima “pietra d’inciampo”, una pietra della memoria, nell’ambito del progetto “Il Percorso del Ricordo”, finanziato dalla Regione Lazio (D.G.R. n. 1110/2025).
Ispirate al modello internazionale delle Pietre d’inciampo (in tedesco, Stolpersteine), ma dedicate alle vittime civili di Vallecorsa, le pietre riportano su ottone inciso il nome e l’età. Saranno collocate a filo della pavimentazione, davanti all’ultima abitazione nota o, quando individuato, nel luogo del decesso: una memoria diffusa che restituisce ai nomi una presenza quotidiana. Il Percorso del Ricordo unirà vicoli, strade e slarghi del centro storico fino a congiungersi con l’area del Monumento ai Caduti in via Roma. Sarà un itinerario civile e didattico: per ricordare, per studiare, per trasmettere alle nuove generazioni il valore della pace e della dignità umana. Proseguirà anche il lavoro di documentazione, con schede biografiche, fonti e testimonianze. Vallecorsa, per il sacrificio della sua popolazione e la distruzione dell’abitato, è stata insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile (D.P.R. 9 aprile 2003). Ma il riconoscimento più autentico è quello che ci assumiamo insieme: chiamare per nome chi non c’è più e custodire la memoria come bene comune.
Una pietra alla volta, il ricordo cammina. E ci chiede di non dimenticare mai.
Luigi Compagnoni

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