L’arch. Angeletti ci regala un altro contributo sulla storia del cimitero di Ceccano
QUELLO SCONOSCIUTO CIMITERO NAPOLEONICO DI CECCANO
di Vincenzo Angeletti Latini

Se il detto latino “Verba volant, scripta manent” ovvero “Le parole volano, gli scritti restano” possiamo sicuramente completare con “, si in marmore ad aeternum” cioè “, se su marmo all’eternità”. Ma così, come vedremo, non si è verificato.
Nella chiesetta del cimitero antico troviamo due iscrizioni che ci ricordano due fasi che non riguardano assolutamente la costruzione del cimitero, ed una erronea datazione dello stesso al 1868. La prima iscrizione ci dice, risparmiamo il testo originale in latino, che “ I ceccanesi, alle ceneri dei cittadini da seppellire, innalzarono il cenotafio nell’anno cristiano 1867. Cav. Filippo Berardi Prefetto del Municipio e i sei Viri: Raffaele Sindici, Pietro Mancini, Luigi Bucciarelli, Serafino Stirpe, Arcangelo Gizzi e Filippo Lauretti.”
Ricordiamo che il cenotafio è un monumento sepolcrale, nel nostro caso la chiesetta, nel quale, tuttavia, non vi sono sepolture. Ma ci indica anche che è dedicato “[…] alle ceneri dei cittadini da seppellire”, un ulteriore indizio è “[…] nell’anno cristiano 1867”. Se la vicenda non fosse ancora chiara ci viene in soccorso la seconda iscrizione, stavolta datata 1868, con” Questa terra sepolcrale, per portare religione e santità nel luogo, purificata dalle ceneri e dalle ossa, che stanno per essere riscattate, il vescovo di Ferentino solennemente consacrò. Presenti alla cerimonia Luigi Giordani ed Erasmo Pietrosanti presuli romani”.
Il Cimitero diviene quindi Camposanto e si annuncia la sepoltura cristiana che si darà alle ossa e alle ceneri dei defunti ivi già presenti.
Quindi il cimitero già esisteva e ira va fatto un breve inquadramento storico.
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