
Sono parte di questo popolo, di queste persone che nella loro vita desiderano costruire un mondo in cui si possa vivere bene insieme. Così ha iniziato la sua omelia mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e di Anagni Alatri, nella basilica abaziale di Casamari, stracolma di gente per il 50° anniversario dell’ordinazione del presule. Tanto bene è stato seminato, anche nei momenti difficili. Non ci siamo mai tirati indietro nel contribuire a rendere migliore questa terra, spesso deturpata dalla corruzione, dall’inquinamento, dalla sopraffazione. La Parola di Dio, ha continuato il vescovo, ci invita a non pensare troppo al passato ma a rinnovare il mondo in cui viviamo. Gesù conosce le nostre fragilità, i nostri peccati, come ci narra il vangelo nell’episodio dell’adultera. Gesù invita a rialzarci, ad accettare il perdono di Dio, a cambiare vita, tutti! E poi, quasi commosso, ha continuato: Ho gustato la gioia di essere popolo con voi, da quando nel 2015 papa Francesco ci ha invitato a rileggere la Evangelii Gaudium. Non abbiamo più smesso. Grazie. È il nostro modo di essere chiesa, non un élite di pensiero, ma un luogo dove tutti vengano accolti e possano incontrare Gesù. Corriamo, ha concluso mons. Spreafico, riprendendo l’invito di S. Paolo, il mondo ha bisogno della speranza che si irradia dalla Parola di Dio, né ha bisogno questa nostra terra, dove gli uomini e le donne possano guardare con fiducia al futuro
Al presule, papa Francesco ha fatto pervenire un affettuoso messaggio di stima e di augurio per tutto quello che ha fatto in questi 50 anni. Il messaggio è stato letto al termine della celebrazione ed è stato accolto da un lungo applauso.
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