In un comunicato stampa, ripreso da numerose testate, l’Associazione Greenpeace denuncia la diffusa presenza di molecole di composti chimici nell’acqua potabile. Il prossimo anno, 2026, entrerà in vigore la norma che impone ai gestori degli acquedotti il controllo dei parametri ad oggi non obbligatori. Secondo Greenpeace l’acqua di Ceccano riporterebbe un valore di presenza di molecole PFAS (composti chimici di sintesi) tra i 21 e i 30 nanogrammi per litro d’acqua, comunque al di sotto dei limiti che entreranno in vigore, fissati a 100 nanogrammi. A Frosinone è stata rilevata una consistente presenza di TFA (acido trifluoroacetico), pari a 59,5 nanogrammi per litro. Per fortuna non sono stati trovati PFOS, acidi estremamente pericolosi per la salute. I dati che potete trovare illustrati qui . Abbiamo cercato di saperne di più da Acea che conferma che la qualità dell’acqua potabile distribuita è puntualmente e costantemente monitorata con oltre 3.000 campionamenti all’anno da parte del gestore che, attraverso laboratori certificati Accredia, produce circa 120.000 determinazioni analitiche ogni anno. A tali monitoraggi si aggiungono anche quelli svolti dagli Enti di controllo ovvero ARPA ed ASL. Sebbene la normativa sui PFAS non sia ancora entrata in vigore, ACEA ATO 5 ha avviato già dal 2022 il monitoraggio dei PFAS presso le proprie fonti e lungo la rete di distribuzione, rilevando sempre valori inferiori ai limiti previsti dalla normativa che entrerà in vigore nel 2026. In Acea evidenziano anche, che nel report di Greenpeace, su un solo ed unico punto di campionamento eseguito nel Comune di Ceccano, il parametro denominato “Somma di PFAS” espone un valore di 29,8 nanogrammi per litro che è significativamente inferiore ai 100 nanogrammi per litro, limite previsto dalla normativa in vigore a partire da gennaio 2026. Inoltre, nell’ambito del piano di prevenzione e monitoraggio attuato da ACEA ATO 5 sull’intero sistema idrico, le analisi eseguite da laboratori accreditati esterni ed incaricati dal gestore, anche relativamente ai punti di prelievo indagati da Greenpeace, hanno rilevato valori prossimi al limite di rilevabilità strumentale pari a 10 nanogrammi per litro. Quindi, in definitiva, non sussiste alcun elemento di allarme sulla qualità e la sicurezza dell’acqua potabile distribuita nel Comune di Ceccano e nell’intera Provincia gestita.
Intanto se volete saperne di più sui composti chimici nell’acqua che beviamo, sia quella del rubinetto che quella in bottiglia, potete leggere qui

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