E’ quanto emerge dai dati pubblicati dal sito meteoceccano.it: nel 2024 sono caduti sul territorio quasi 700 mm di pioggia per metro quadro, a confronto dei quasi 1000 dei due anni precedenti. Un forte deficit idrico, il 30% appunto, che viene denunciato da tempo dai Consorzi irrigui e che ora è confermato dai dati annuali. E’ soprattutto la mancanza di neve ghiacciata sulle montagne a far venir meno quella riserva d’acqua che normalmente si sarebbe sciolta nella tarda primavera, ricostituendo le falde acquifere, indispensabili per l’acqua potabile e per le campagne. Si tratta dunque di un effetto del cambiamento climatico in corso. Dai dati acquisiti diventa ancora più importante limitare perdite e sprechi.

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