Ci riuscirà a rimetterla in moto il commissario? Nel passato fu proprio un suo collega, il commissario arrivato a Ceccano dopo la caduta del Caligiore I, a provare a far ripartire i lavori che si trascinano ormai dal 2015, come recita il cartello, con tanti nomi eccellenti, che ancora fa la sua figura davanti all’edificio della caserma dei carabinieri della cittadina vetuscolana, che ora viene invaso dalle piante infestanti. Qualche mese fa l’Arma dei Carabinieri aveva proposto di completare i lavori con fondi propri, ricevendo un netto diniego da parte del sindaco Caligiore, ufficiale dei carabinieri, oggi agli arresti domiciliari con pesanti accuse per associazione a delinquere. Quel diniego apparve ai più incomprensibile, almeno allora. In più il comune di Ceccano avrebbe dovuto spendere diverse centinaia di migliaia di euro che sarebbero potuti essere utili per qualche altro lavoro. I carabinieri si erano già visti respingere un’altra proposta, che riguardava la scuola di via Marano, da quasi 20 anni nell’abbandono più assoluto. Avevano chiesto lo stabile per realizzare la nuova caserma. Anche in quel caso Palazzo Antonelli disse no.

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