Furono già acquistate alcuni anni fa, dichiarate funzionanti nell’ottobre 2020, dopo aver preparato anche le piazzole dove sistemarle. Non sono mai state operative. Facciamo riferimento alle isole ecologiche, strutture per la raccolta differenziata, da utilizzare con l’identificazione di chi porta i rifiuti tramite il proprio codice fiscale o la tessera sanitaria che consente di aprire il cassonetto e riversarvi i rifiuti, correttamente differenziati. Nel marzo successivo, 2021, Palazzo Antonelli cambiò idea, tolse le isole dai quartieri, sostenendo che, secondo la ditta appaltatrice della raccolta, quella che deve al comune di Ceccano più di un milione di euro, i ceccanesi, al contrario di tutti gli altri cittadini d’Italia, non sarebbero stati in grado di utilizzarle nel modo giusto. Le isole furono così spostate nelle scuole, diventando dei semplici cassonetti, molto costosi. Ora il comune vuole ricomprarle, con una spesa prevista di 120 mila euro dai fondi PNRR, per il progetto “potenziamento del centro di raccolta comunale, realizzazione centro di riuso, acquisto attrezzature” per il quale il comune ha ricevuto quasi 400 mila euro. Forse, nel frattempo, i ceccanesi avranno imparato ad usarle…
Potete leggere qui la determinazione dello scorso settembre, da parte dell’Ufficio Strategico del PNRR, coinvolto appieno nell’inchiesta della magistratura.

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