Cominciano ad emergere i particolari dell’indagine che ha portato stamane all’arresto del sindaco Caligiore, ristretto ai domiciliari, insieme a tre suoi funzionari ed alcuni imprenditori. Al centro delle indagini, partite da un’attività di intercettazione telefonica, i fondi del PNRR che, a Ceccano, hanno riguardato la Piazza, via Magenta e Piazza Mancini, insieme al Castello, la scuola di Borgo Berardi, e le attività di accoglienza dei migranti, per cui il comune riceve 500 mila euro ogni anno nel sistema SPRAR. Da stamane il portone di ingresso del comune in Piazza Municipio è sorvegliato da 4 poliziotti mentre gli investigatori sono all’opera nei diversi uffici municipali. In un comunicato ufficiale la Polizia di Stato scrive: Operazione “The good lobby” in provincia di Frosinone dove sono state accusate di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione tredici persone tra funzionari e dipendenti del comune di Ceccano (Frosinone) che con imprenditori e professionisti del frusinate e del napoletano avevano pilotato appalti legati ai fondi del Pnrr. I poliziotti della Squadra mobile di Frosinone e del Servizio centrale operativo (Sco) della Direzione centrale anticrimine, coordinati dal tribunale di Frosinone e della Procura Europea hanno eseguito le misure cautelari e sequestrato oltre 500.000 euro, provento dell’attività criminale. Per dieci degli indagati sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per gli altri tre l’interdizione di concludere contratti con la pubblica amministrazione.
Le indagini hanno evidenziato come, con la complicità delle alte cariche del Comune, sono state gestite illecitamente una serie di concessioni pubbliche e autorizzazioni e l’assegnazione di appalti pubblici per un valore accertato di 5 milioni di euro. Gli accertamenti finanziari e bancari condotti dai poliziotti dalla sezione indagini patrimoniali del Servizio centrale operativo hanno ricostruito il sistema con il quale l’associazione per delinquere riusciva a riscuotere il denaro, riciclandolo attraverso un sistema di fatturazioni e bonifici verso aziende fittizie e consegnando poi il contante direttamente nelle mani dei suoi componenti. L’operazione è una delle prime di competenza della Procura Europea, organismo indipendente dell’Unione europea incaricato di indagare, perseguire e portare in giudizio reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE, infatti, gli appalti presi di mira dagli indagati erano quelli finanziati con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e con i fondi europei per l’accoglienza dei migranti.
Ora spetterà ai magistrati accertare la veridicità delle accuse e stabilire le diverse responsabilità nella vicenda.

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