Chi entrava nel pomeriggio a Casamari assisteva ad uno spettacolo insolito: le volte della millenaria basilica abaziale risuonavano delle voci di tante persone, che però non cantavano come i monaci, non pregavano o stavano in silenzio nei banchi, ma discutevano, si ascoltavano fra di loro, anche senza conoscersi, esprimevano il loro pensiero, avanzavano richieste e proposte, a volte anche con foga. Poteva sembrare un mercato in realtà erano cristiani che discutevano della chiesa oggi, del modo di annunciare il vangelo, dei problemi della vita delle parrocchie e delle diocesi. Era l’ultima delle tre giornate dell’assemble interdiocesana di Frosinone e Anagni Alatri. I partecipanti divisi in 20 gruppi, dislocati nelle navate, nel transetto e nel coro della grande chiesa cistercense hanno espresso icasticamente l’idea di uan chiesa che cammina insieme. Lo ha affermato il vescovo, Spreafico, nell’omelia conclusiva: . La nostra assemblea esprime con semplicità e con umiltà la nostra chiesa, ha detto il presule. Siamo guidati e nutriti dalla Parola di Dio. Se ascoltiamo soltanto noi stessi non andremo lontano. Come ascolteremo gli altri, i poveri, i giovani, se non abbiamo uno sguardo che vada oltre i nostri limiti? tante volte ci sentiamo buoni e per questo non pensiamo a migliorare, così Gesù ci indica la strada per diventare migliori, per seguirlo. Gesù – ha continuato il vescovo – sa chi siamo e perciò ci fa una proposta di vita: lasciate quello che crediamo il nostro tesoro e fatevene uno vero, autentico, salvifico. Il tesoro che ci propone Gesù è la scelta di seguirlo, di comportarci come lui, di separarci dalle nostre sicurezze, dalla nostra volontà di possedere. i beni non sono garanzia di felicità. Otterremo un tesoro se ci cureremo di coloro che hanno bisogno, di chi è in difficoltà, di chi ci chiede aiuto. il signore cerca profeti che sappiano indicare vie di pace, dialogo e amore vanno insieme.

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