di Vittorio Ricci
Nella mia attività di ricerca ho avuto il piacere di leggere la corrispondenza tra il Beato Bartolo Longo, il vescovo Domenico Ambrosi di Ceccano (vescovo di Terracina e Poggio Mirteto) ed altri sulla necessità di stabilire il dogma dell’Assunta; ed ho a suo tempo pubblicato qualche stralcio. Fu proprio il vescovo Ambrosi, già arciprete di San Giovanni a Ceccano, a scrivere, sollecitato da Bartolo Longo, un voto a Leone XIII perché definisse il Dogma dell’Assunta.

Quando il Pontefice fissa un dogma, nel nostro caso Pio XII nel 1950, ciò accade dopo decenni, magari secoli, di discussioni e di confronto. Al dogma dell’Assunta hanno contribuito quindi anche il Longo ed i suoi corrispondenti, ad iniziare dal vescovo ceccanese, Domenico Ambrosi. Nato a Ceccano (diocesi di Ferentino) il 5 aprile 1844 e ordinato prete il 22 dicembre 1866, è arciprete-parroco della chiesa collegiata di S. Giovanni Battista a Ceccano; dottore “in utroque iure” è anche convisitatore della diocesi di Ferentino. Eletto da Leone XIII (1878-1903) vescovo di Poggio Mirteto il 22 giugno 1896, riceve a Roma l’ordinazione episcopale dal cardinale Lucido Maria Parocchi il 5 luglio. Trasferito alle diocesi di Terracina, Sezze e Priverno il 18 settembre 1899, muore il 17 agosto 1921.

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