E’ lei stessa, Tamara Baris, di Castro dei Volsci, già allieva del Liceo di Ceccano, che ce lo racconta: Qualche anno fa, le parole di Tiziano Terzani mi hanno dato un senso di casa: l’ho capito subito, ma non ho indagato troppo. Ci ho camminato dentro lentamente, poi a un certo punto, un caffè al Pigneto con Giulio Perrone e Antonio Esposito mi ha portato a farci i conti: Terzani, ho detto senza pensarci troppo. Poi è iniziato un viaggio. Ho cercato quello che di Terzani avevo dentro da lettrice, ho cercato i pezzi di Terzani che c’erano in giro: i tratti dei suoi disegni che ho trovato in archivio (e di cui poi ho parlato subito a @claudiaintino che ha realizzato la copertina), i suoi passaporti, la sua grafia nervosa, le statue che mi ha mostrato Folco e che suo babbo scovava nei mercati lontani e dai mercanti più bizzarri. Gli occhi di Folco e la sua forza di figlio. Il fuoco acceso di Marco Sacchelli e il senso della rottura di Matthias Canapini che di professione fa il testimone, la pacata e ferrea professionalità sorridente di Raffaella Maria Cosentino che ha iniziato a fare la giornalista avendo Tiziano come faro.
È diventato un libro corale: loro ci sono dentro e li ringrazio perché hanno accettato di fare alcuni passi di questo viaggio con me. È diventato l’occasione per cercare l’umanità che funziona ancora, in un mondo disumano (e che sul finire della stesura ha dimostrato prepotentemente la sua faccia peggiore).
C’è bisogno di Tiziano più che mai di questi tempi, mi sono detta scrivendo. Sono riuscita a darmi alcune risposte, per altre forse ci vorrà una vita intera ma, per ora, sarà bello fare questo viaggio anche insieme a voi, a quanti sfoglieranno queste pagine e collezioneranno oggetti e luoghi e sensazioni.
In questi giorni Tamara Baris sta presentando il suo libro in tante città italiane: il 4 maggio a Parma al Festival Scintille di editoria;. – il 24 a Padova, alla libreria La forma del libro; – il 25 a Cento (Fe), alla Gipsoteca Vitali. Complimenti, Tamara, ad majora.


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