Gli storici ci consegnano un numero – così alto da essere terrificante – di migliaia e migliaia di vittime delle diverse armate, della popolazione civile, degli abitanti di questa città, di questo territorio, come conseguenza dei 129 giorni di combattimenti qui avvenuti. I cimiteri – e quelli di guerra, dedicati ai combattenti – fanno qui corona e ammoniscono. Una tragedia dai costi umani ripeto di dimensioni spaventose. In questa terra avvennero scontri tra i più cruenti e devastanti. E mentre un sentimento di pietà si leva verso i morti, verso le vittime civili, non può che sorgere, al contempo, un moto di ripulsa da parte di tutte le coscienze per la distruzione di un territorio e delle sue risorse, per l’annientamento delle famiglie che lo abitavano, nel perseguimento della cieca logica della guerra, quella della volontà di ridurre al nulla del nemico, senza nessun rispetto per le vittime innocenti.

Lutti e sofferenze pagate in larga misura dalla incolpevole popolazione civile, a partire da quel funesto bombardamento del 15 febbraio contro l’Abbazia, nella quale, con i monaci, perirono famiglie sfollate, tante persone che vi si erano rifugiate contando sull’immunità di un edificio religioso, espressione di alta cultura universalmente conosciuto. Ma la guerra non sa arrestarsi sulla soglia della barbarie.
Così il presidente Mattarella ha esordito nel significativo discorso pronunciato a Cassino per l’80° anniversario della distruzione della città il 15 marzo 1944. Potete leggerlo tutto qui
Da Cassino il presidente è poi andato a Ferentino per rendere omaggio alla tomba di don Giuseppe Morosini, sacerdote, fucilato dai nazisti a Forte Bravetta, il 3 aprile 1944, immortalato nel film Roma città aperta, di Roberto Rossellini, dove era interpretato da Aldo Fabrizi. Nella Chiesa di Sant’Ippolito è stato accolto dal vescovo, mons. Spreafico. Ecco il video ufficiale del Quirinale
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