Non sarà più Palazzo Antonelli a riscuotere direttamente i tributi comunali e a perseguire gli evasori. Il servizio, che in questi ultimi anni aveva fortemente incrementato le entrate del comune, assicurandogli una liquidità attuale pari ad un milione di euro, evitando il ricorso continuo all’anticipazione di cassa, sarà appaltato all’esterno. Almeno questa è la proposta che la giunta sottoporrà al consiglio comunale, convocato per venerdì 15 dicembre. Attualmente, il comune di Ceccano incassa dai suoi residenti oltre 5 milioni di euro, con una quota di evasione prevista attorno ai 900 mila euro, da recuperare. Negli ultimi tre anni, l’ufficio aveva incassato quote sempre più consistenti di mancati pagamenti. Per l’IMU, nel 2021, 446 mila euro, nel 2022 arrivati a 726 mila e nel 2023 ad 858 mila. Anche per la TARI, gli accertamenti hanno consentito a Palazzo Antonelli di incassare 611 mila euro nel 2021, 747 nel 2022 e 607 nel 2023, a dimostrazione del lavoro messo in campo dall’ufficio. Il prossimo obiettivo sarebbe stato quello di contrastare l’evasione totale e parziale dei tributi e delle imposte comunali. Ora bisognerà vedere cosa accadrà con l’affidamento del servizio ad un concessionario esterno che dovrà trovare anche il suo guadagno, l’aggio, nell’operazione.

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