215, catturati quasi tutti in quelle terribili giornate del settembre del 1943, quando la speranza della pace fu travolta dalla crudele realtà dell’occupazione tedesca e dei bombardamenti alleati. 215 ceccanesi finirono nei campi di concentramento in Germania come internati militari italiani, IMI. Soltanto uno di loro aderì alla Repubblica Sociale Italiana. Gli altri preferirono la prigionia alle proposte allettanti che ricevevano di tornare a casa. Erano stati catturati nei luoghi dove svolgevano il servizio militare, in Albania, in Grecia, in Jugoslavia, in Sicilia, ma anche a Ceccano, abbandonati da chi avrebbe dovuto preoccuparsi della loro salvezza. Di loro si parlerà sabato 16 settembre a S. Maria a fiume a Ceccano, alle ore 18,45, con la presentazione del volume Il barbiere dello stalag VI, di Paolo Angeloni, che racconta le vicende di uno di queste internati che scambiava un taglio di capelli con una buccia di patata. Si tratta del primo appuntamento dell’iniziativa I giorni dell’ira, che vede 28 associazioni di Ceccano, coordinate dalla Pro loco, collaborare per mantenere viva la memoria di quei terribili giorni che vanno dal settembre del 1943 al giugno del 1944. Insieme all’autore del libro, Paolo Angeloni, interverranno il sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore, e Luigi Compagnoni, che presenterà la sua ricerca sugli internati ceccanesi. A tutti i presenti sarà dato l’elenco degli internati e la proposta di conferire loro la medaglia d’onore.
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