Scrivo da ciclista convinto che la bicicletta sia non soltanto un bellissimo attrezzo sportivo ma anche un utile e comodo mezzo di trasporto, soprattutto con la pedalata assistita, in grado di contribuire fattivamente alla mobilità sostenibile di cui molti si riempiono la bocca. In queste ultime settimane sono accaduti due fatti: il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, prosegue intrepidamente la costruzione della ciclabile che unirà tutte le zone di Frosinone bassa, creando così un primo vero percorso a disposizione dei cittadini, stanchi di dover muovere attrezzi di due tonnellate per spostarsi di un paio di chilometri e felici di potersi affidare ad un economico e leggero mezzo a due ruote. Contemporaneamente, tanti altri comuni stanno inserendo nella segnaletica stradale dei singolari cartelli in cui, con caratteri obiettivamente poco leggibili da un’automobile in corsa, si invitano gli automobilisti ad una maggiore prudenza, perché quelle strade sono “frequentate da ciclisti”. Dal punto di vista della sostenibilità ambientale non ci sono paragoni fra le due azioni: la prima, quella della pista ciclabile, rende effettivo un diritto alla mobilità sostenibile, la seconda è un pio invito a stare attenti. Molti intervengono nel dire che nella nostra zona non c’è la mentalità adatta all’uso della bicicletta: se ci fossero piste ciclabili e corsie riservate, rastrelliere nei centri storici e nelle scuole, percorsi protetti dedicati alle bici, la mentalità cambierebbe da sola. In bici si rispetta l’ambiente, si risparmia carburante, non ci sono difficoltà di parcheggio, si osserva meglio il mondo che ci circonda. Perché non proviamo ad adattare le strade che ci sono già alle piste ciclabili senza aspettare costosi progetti europei? Per quanto riguarda Ceccano è il caso della Morolense, di via Matteotti, di via per Frosinone, di alcuni tratti di via Gaeta, del Ponte Schietroma, In molti casi basterebbe ricavare una striscia di un metro da una parte e dall’altra per avere percorsi protetti, inserire spazi di sosta davanti ai semafori… Lo si fa in tante città in Italia e in Europa… Però è vero, lì la mentalità è diversa…

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