La conclusione del mese di maggio ha visto tanti ceccanesi camminare nelle vie del centro storico verso il santuario di S. Maria a fiume, un suggestivo e pacato pellegrinaggio, illuminato dai flambeaux ed accompagnato dalla recita del rosario. Grazie alle guide di Cultores artium, l’associazione che da anni si occupa di promuovere la storia di Ceccano, è stato possibile anche ricostruire il tracciato delle mura della città medievale, quello più ampio, risalente alla prima metà del 1300. Spinta dallo sviluppo demografico, la cinta muraria si allontanò via via dal cerchio difensivo della rocca, arrivando a nord al torrione di via Salita al castello per poi inglobare la chiesa di S. Pietro e giù per la chiesa di S. Ponziano, di cui si vedono ancora oggi le fondamenta, fino a via Aurelio Tiratelli, dove era la Porta Abbasso, come mostra ancora il nome della strada e dove si distinguono chiaramente diverse case torri. Quello era il punto più basso della cinta muraria verso oriente: le mura risalivano poi fino al Montano vecchio, dove è ancora visibile una torre quadrata, proteggendo la via S. Antonio, centro commerciale della città, i 4 cantoni, come si chiamava ancora negli anni 60 l’incrocio tra via S. Antonio e via Porta Abbasso. Lì c’erano, su diversi piani viari sovrapposti ( dal basso via S. Antonio, Via Madonna degli Angeli, via Bella Torre) gli edifici più belli, esposti al sole di mezzogiorno, mentre il centro amministrativo era l’attuale Piazza Vecchia. Le mura risalivano poi lungo il perimentro di via Pietra Liscia fino a Porta Nuova e poi, per via Ospedale Vecchio fino alla porta di S. Giovanni, l’arco della Piazza. E’ stata un’interessante occasione per riscoprire il centro storico di Ceccano, in diverse zone purtroppo abbandonato e sicuramente in condizioni non degne del grande passato della città.

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