Se provate a salire a piedi dal Ponte, lungo via Principe Umberto, poi per Viale della Libertà, via Madonna della Pace e poi via Roma, vi troverete una serie quasi ininterrotta di saracinesche chiuse, attività commerciali che non ci sono più, se non qualche lodevole eccezione. O hanno chiuso o si sono spostate verso viale Fabrateria Vetus, nuovo polo commerciale della città. Anche Frosinone ha la stessa situazione in Corso della Repubblica e qualche giorno fa a Palazzo Munari sono state convocate tutte le associazioni di categoria e gli altri portatori di interessi per presentare un piano di azione di rivitalizzazione del commercio nella parte storica della città capoluogo. Potete leggere la cronaca dell’incontro nel pezzo di Marco Barzelli: un parco naturalistico, un’area giochi, il trasferimentod ella Camera di Commercio nella parte alta di Frosinone, specifici prestiti della banche, fino a 50 mila euro, senza richiedere garanzie, soltanto per chi, con meno di 40 anni, apre un’attività a Frosinone alta. E poi la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, per il decoro della città, in forma concorsuale, e poi ancora l’Università con l’istituzione di un corso di economia e management. Ora anche Ceccano ha tanti che potrebbero essere interessati ad una rivitalizzazione del centro, magari con attività specifiche, con qualche idea che riporti le persone a passeggiare in Piazza, mettendo insieme architetti, commercianti, ristoratori, proprietari di case e di locali commerciali. Perché non chiamarli?

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