Dobbiamo essere molto attenti nel verificare le notizie e conoscere con attenzione i fatti prima di esprimere giudizi: certo però che l’idea che qualcuno prenda un fucile a piombini e spari a persone che passeggiano o sono impegnate al lavoro fa venire i brividi, in particolare se ciò che accomuna questa persone è avere la pelle nera o appartenere ad una etnia particolare. Abbiamo studiato le lotte contro la discriminazione razziale, ci siamo esaltati per Lincoln, per Kennedy, per Mandela… ora sentiamo montare un modo di ragionare pericolosissimo per cui non si accertano le responsabilità personali, ma si accomunano tutti i neri, tutti i rom, come qualche anno fa si mettevano insieme tutti i meridionali, tutti i napoletani. Purtroppo la storia ci insegna che anche Paesi civilissimi come il nostro hanno conosciuto la vergogna delle leggi razziali, con le spaventose conseguenze che conosciamo. Dobbiamo stare attenti perché con le nostre frasi, le nostre espressioni, i nostri inviti alla violenza, potremmo educare le nuove generazioni con principi molto diversi da quelli della solidarietà, della giustizia, della responsabilità personale. Sperando che non sia già troppo tardi.
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