Frosinone: aumenti per i rifiuti, cinica stangata sulle famiglie


tonnrifiutiLo denuncia l’Associazione Civis di ferentino che in un comunicato stampa scrive:

E beffa fu. La Regione aumenta la tariffa della SAF spa del 30%: cinica “stangata” sulle famiglie ciociare


Il 18 Gennaio u.s., all’indomani dell’Assemblea dei Soci della SAF spa scrivevamo che nonostante le rassicurazioni espresse da numerosi politici (basta rileggere sul web la stampa dell’epoca), era probabile che la società partecipata che si occupa del trattamento dei rifiuti per conto dei 91 Comuni della Provincia di Frosinone (e dal 2012 anche di quelli prodotti da Roma Capitale….) ottenesse un devastante aumento della tariffa di accesso al suo impianto, nella misura di circa 30%, da 102 € a 138 € per tonnellata. Il nostro comunicato dell’epoca è su www.civisferentino.eu
Spiegavamo che questo aumento avrebbe avuto ricadute pesantissime sui cittadini poiché una delle componenti di calcolo della TARI (Tariffa Rifiuti) che tutte le famiglie e le imprese pagano ogni quattro mesi, è data dalle spese che i Comuni versano alla SAF spa per trattare la frazione di rifiuti indifferenziati.
Avevamo anche calcolato che l’importo medio in più che avrebbero sopportato tutte le utenze TARI della Ciociaria (famiglie, imprese, attività commerciali, ecc.) in conseguenza di tale aumento, sarebbe stato fra 53 e 113 Euro all’anno che -mala tempora currunt- non è poco.


Avevamo avvisato che era in vista una beffa colossale: tutti gli sforzi e l’impegno di cittadini ed amministrazioni per aumentare i livelli di raccolta differenziata e diminuire gli oneri TARI, sarebbero stati vanificati in un colpo solo, ed in più la SAF avrebbe continuato a trattare i rifiuti provenienti dalla Provincia e dalla città di Roma.
Lo stesso allarme lo avevamo lanciato nel recente incontro del 14 Aprile con i candidati a sindaco del Comune di Ferentino: slide e streaming sono disponibili sul sito web e sulla pagina facebook di Civis.

 

Apprendiamo dagli articoli di stampa di questi ultimi giorni che il danno e la beffa si sono concretizzati: la Regione Lazio ha concesso l’aumento della tariffa alla SAF spa, addirittura con effetto retroattivo dal Gennaio 2015; a breve tutti i Comuni dovranno adeguare i Piani TARI e chiedere ai cittadini di versare l’arretrato e gli aumenti: stangata per tutti, ha titolato un quotidiano che ha stimato in oltre 20 milioni di Euro il solo conguaglio dal 2015 ad oggi.
Un salasso che attendeva solo lo svolgimento delle elezioni del Marzo scorso.

Di chi è la responsabilità di quanto avvenuto? Stavolta “carta canta”, senza equivoci.

Nell’assemblea della SAF spa del 15 Gennaio 2018 fu approvato dalla maggioranza dei Sindaci in rappresentanza dei loro Comuni –nello stesso tempo soci e “clienti” di SAF- l’ordine del giorno presentato dal Sindaco di Castrocielo che impegnava il Consiglio di Amministrazione della SAF, presieduto dal Dott.Migliorelli (già capo segreteria del precedente Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Mauro Buschini) a:
-presentare il nuovo piano industriale della SAF spa entro 60 giorni; ad oggi nessuna traccia del piano, missing in the land Colfelice;
-prorogare il conferimento dei rifiuti da Roma per 60 giorni; il termine è scaduto e la SAF continua a ricevere monnezza capitolina;
-dulcis in fondo: “a prendere immediati contatti con la Regione Lazio al fine di predisporre la nuova tariffa di accesso all’impianto”, ed ecco servito l’aumento.

 

 I Comuni che tramite i lor

 

o sindaci approvarono l’ordine del giorno che ha dato all’avvio all’aumento della tariffa, e che oggi tutti scontiamo, furono n.35:
Acquafondata, Acuto, Alvito, Amaseno, Anagni, Atina, Belmonte, Campoli Appenino, Castrocielo, Collepardo, Colle San Magno, Esperia, Falvaterra, Ferentino, Fontana Liri, Fumone, Giuliano di Roma, Guarcino, Isola del Liri, Monte S.G.Campano, Paliano, Patrica, Posta Fibreno, San Biagio Saracinisco, San Donato Val Comino, Sant’Andrea sul Garigliano, Santopadre, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Trevi nel Lazio, Veroli, Vicalvi, Vico nel Lazio, Villa Santo Stefano.

Tre Sindaci presenti ma astenuti (disinteressati?), oltre alla Provincia di Frosinone: Aquino, Ceprano e Sant’Elia Fiumerapido.


Altri n.17 sindaci per i loro Comuni, votarono contro l’odg di Castrocielo e contro l’aumento della tariffa e furono i seguenti: Boville Ernica, Cassino, Ceccano, Colfelice, Coreno Ausonia, Frosinone, Pastena, Pico, Piedimonte S.G., Pofi, Pontecorvo, Rocca d’Arce, Roccasecca, San Giovanni Incarico, San Vittore nel Lazio, Sgurgola, Torrice.

Gli stessi sindaci presentarono all’Assemblea una dettagliata controproposta che prevedeva misure per evitare l’aumento della tariffa e riconvertire gli impianti della SAF, con un piano industriale sostenibile; ma avvenne che il Presidente dell’assemblea non pose in votazione la proposta perché i 35 sindaci che avevano approvato l’odg di Castrocielo abbandonarono tutti assieme la sala dell’assemblea facendo mancare il numero legale e quindi impedendo di fatto la votazione.

Fra le proposte avanzate dai sindaci e non votate c’era anche un odg riguardante la discarica di Roccasecca, presentata dal Sindaco Sacco e che affrontava le problematiche legate all’impianto.
Mala tempora currunt sed peiora parantur: la discarica si sta esaurendo prima del previsto in conseguenza del conferimento di grandi quantità di scarti e sovvalli provenienti dal trattamento dei rifiuti della Capitale presso la SAF e che dal 2012 sono smaltiti presso l’impianto di Roccasecca, distante pochi chilometri.
Il gestore dell’impianto, la MAD srl, infatti ha recentemente richiesto una sopralevazione dei bacini esistenti per circa 900.000 mc.

Perciò: aumento della TARI, aumento delle volumetrie della discarica con i relativi impatti ambientali, nessun nuovo piano industriale, nessuna riconversione dell’impianto della SAF, monnezza da Roma a gogò. Se questa non è una beffa, cos’è?

Infine, qualcuno prova già a “buttarla in caciara politica”: sindaci di centro sinistra contro sindaci di centro destra ed il M5S contro tutti; oppure ci si appella alla “responsabilità per evitare il default di SAF e tutelare i lavoratori”: ma i cittadini che pagano la TARI non sono forse lavoratori?

Secondo noi la politica politicante non c’entra nulla: si trattava e si tratta di fare scelte –anche coraggiose- per una buona ed oculata amministrazione, evitando di continuare a scaricare sempre e soltanto sui cittadini e sulle loro famiglie le conseguenze degli errori commessi dagli amministratori pubblici. Da quest’orecchio, però, molti sindaci non ci vogliono sentire.

Sul sito web www.civisferentino.eu pubblichiamo il verbale dell’Assemblea dei soci di SAF del 15 Gennaio 2018 ed il testo dell’odg presentato dal Sindaco di Castrocielo, approvato dall’assemblea.

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