
di Angelino Loffredi
Il “Mostro” di via Anime Sante, quello che avrebbe dovuto essere il Nuovo Ospedale di Ceccano, sembra avere i giorni contati. Questa è la notizia che riceviamo da fonti attendibili. Attorno a me avverto qualche sospiro di sollievo ed anche qualche soddisfazione. Io invece mi limito a scrivere: non è tutto oro quello che luccica.
Proverò a spiegare il perché di tanta prudenza. Quel manufatto nero e decrepito, saccheggiato, circondato da rovi e cespugli, pessimo biglietto da visita della nostra città fa brutta mostra di se da circa 46 anni. Ha una storia complessa e particolare che sintetizzo in qualche rigo. Durante la campagna elettorale del giugno 1970 presso l’ingresso del vecchio ospedale di via Roma, ne venne presentato un plastico dai connotati avveniristici, con tanto di eliporto.
Il 21 novembre del 1971 con una solenne cerimonia venne posta la prima pietra. C’erano tante persone felici e speranzose ma il Commissario prefettizio dell’Ente Ospedaliero “dimenticò” di invitare il vice sindaco Aldo Papetti e i consiglieri provinciali Pinetto Bonanni e Angelino Loffredi. Sin dall’inizio l’esclusione dei rappresentanti degli Enti locali si presentò dunque come un modo di agire, un metodo che a lungo andare avrebbe portato alla mala gestione. Per dieci anni si assistette a 7 perizie di variante con notevole lievitazione dei prezzi, alla rotazione di 4 appaltatori, a presenze mafiose (Perelli/Cuntrera) e a qualche arresto. Alla fine vennero dilapidati circa 750 milioni di lire ma in nessuna fase venne coinvolto il Consiglio Comunale.
Chi vuol saperne di più può cliccare sul link https://www.unoetre.it/radici/storia-provinciale-e-locale/item/4317-racconto-di-una-grande-truffa-a-danno-di-ceccano.html
Torniamo all’oggi: dopo 37 anni dall’ultima deliberazione della USL FR5 attraverso la quale si approvava una perizia di variante pari a 8 miliardi, mai resa esecutiva, perché non finanziata, ora il Commissario ASL Macchitella delibera l’abbattimento di 56.452 metri cubi del manufatto esistente e l’edificazione di una struttura bimodulare di 10.638 metri quadrati per realizzare una REMS di 40 posti. Con un complicato appalto finanziato non dalla Regione ma dal Governo pari a 6 milioni e 200 mila euro.
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