Alcuni giorni fa, a Macerata, Luca Traini ha sparato a quelli che, secondo lui, erano spacciatori nigeriani. Il suo gesto ha avuto un’enorme eco mediatica. Ha destato molto stupore anche il supporto che l’azione ha avuto sui social media e tra alcune forze politiche. Perché degli individui, specie se figure pubbliche, dovrebbero rendere pubblico il loro supporto o la loro comprensione per un reato odioso quale il ferimento di persone prese di mira per il colore della pelle?
In questa vicenda giocano un ruolo importante quelle che possiamo definire narrazioni (“narrative” in inglese). Ad esempio, chi ha giustificato il gesto di Luca Traini lo ha fatto usando argomenti quali l’esasperazione derivante dall’eccessiva presenza di immigrati in Italia o dal fatto che alcuni di loro siano implicati in attività illegali come lo sfruttamento della prostituzione o il traffico di droga.
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