Olivier Roy ci spiega chi sono i giovani terroristi che vanno da McDonald e poi imbracciano kalashnikov e coltelli., passando dai videogiochi all’estetica della violenza. La generazione ISIS per capire di più.
Secondo Max Weber il compito delle scienze sociali consiste nella comprensione del senso che gli attori attribuiscono alle proprie azioni. La violenza terrorista che colpisce l’Europa ci spaventa soprattutto perché non sappiamo decifrarne la logica, perché ci appare assurda, perché lascia in noi una sensazione di straniamento, apparendo insieme estremamente arcaica ed estremamente moderna, insieme simile e altra rispetto al nostro universo simbolico. Il saggio di Olivier Roy, Le djihad et la mort, pubblicato nel 2016 (e recentemente tradotto presso Feltrinelli con il titolo Generazione Isis), cerca proprio di studiare il senso che i giovani jihadisti europei attribuiscono alla propria azione di violenza, le loro caratteristiche sociologiche ricorrenti, il loro immaginario e il rapporto che li lega alle organizzazioni jihadiste mediorientali.
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