di Sara Mastrogiacomo, terapista musicale
Ultima sera del Festival Francesco Alviti: in queste otto serate unica protagonista è stata la musica, tante formazioni musicali si sono avvicendate sul sagrato di San Giovanni.Tutte formazioni che hanno saputo coinvolgere il pubblico, dal coro e dall’orchestra del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano alla Fanfara della Polizia di Stato, dal Coro Josquin Des Pres all’orchestra dei fiati della Città di Ferentino .Sempre e solo la musica ha avuto i riflettori puntati su un festival nato nel nome di Francesco Alviti che ha saputo nella sua breve vita seminare amore per la musica. Tutti coloro che hanno.accettato l’invito dei genitori lo hanno fatto per amicizia e per ciò che Francesco ha saputo trasmettere con la sua musica.
Spesso ci dimentichiamo del valore emotivo e comunicativo che possiede la musica; in queste serate abbiamo avuto la riconferma di quanto essa sia potente mezzo di comunicazione, espressione unica che riesce a coinvolgere tutti gli ascoltatori, bambini che con le loro risa e giochi hanno saputo fruirne e comunque perché riesce ad arrivare anche in modo passivo. Non solo in silenzio e seduti si può ascoltare, ma in ogni modo: anche la mamma che è venuta ad ascoltare con il neonato che si è addormentato in braccio o nel passeggino ne fruisce… Francesco ci ha parlato ancora una volta di musica, di quella che unisce, rafforza legami di amore e di amicizia nati nella musica.
Questo festival ha dimostrato ancora una volta che la musica è cultura di tutti…
Grazie Francesco..
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