
Il 25 aprile del 1997 San Marco faceva il miracolo: un solaio dell’Ospedale Civile di via Roma crollava, costringendo all’evacuazione di tutta la struttura e al suo trasferimento al S. Maria della Pietà. Il miracolo di quei momenti concitati consistette nel fatto che essendo giorno festivo non erano in corso analisi in quella zona dedicata ai laboratori e alle radiografie. Il miracolo di San Marco consente di fare il punto della situazione ospedaliera a Ceccano: intanto a via Roma, per iniziativa della Confraternita del SS.mo Sacramento e Rosario che si è ripresa l’edificio, sono in corso lavori che restituiranno almeno parte della struttura all’uso dei ceccanesi. Rimarrà, nella zona meridionale, il simbolo eloquente della mala amministrazione. Ma la città degli ospedali mancati continua a brillare per inefficienza: la Casa della Salute, che avrebbe dovuto finalmente rivitalizzare la grande struttura del S. Maria della Pietà, altro monumento allo spreco, con tanti soldi dei cittadini spesi per un edificio destinato alla chiusura, sembra lontana dall’apertura. Al contrario, Pontecorvo, Ceprano, Atina, addirittura Ferentino, che non era inserita in alcuna programmazione regionale, hanno aperto i loro servizi… Ceccano no, a testimonianza di una precisa volontà politica che da diversi decenni ha come scopo quello del depotenziamento sistematico della sanità ceccanese che ormai non c’è più.
Da ultimo il relitto profetico di via Morolense: attendiamo con ansia la dinamite, già più volte annunciata
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