Dovete decidere voi: siete su questo mondo per spendere soldi o per essere felici? Vi accontentate di lavorare, comprare, buttare o volete aspirare agli affetti veri, quelli che rendono la vita degna di essere vissuta? Non lasciate che comprino anche la vostra dignità! Siate forti, guardate in alto! Non fatevi imbrogliare da chi vi vende una cosa al doppio o al quintuplo soltanto perché c’è un coccodrillino verde o un logo particolare. Così il travolgente entusiasmo di Josè Pepe Mujita, presidente emerito dell’Uruguay, ha commosso i giovani presenti al teatro Palladio, oggi auditorium dell’Università Roma III, sabato mattina. La vita è generosa con chi dà – ha continuato il presidente,rivolto al gruppo di giovani presenti fra cui 50 allievi del Liceo di Ceccano – lottate per la pace, è la cosa più progressista che possiate fare, e scegliete fra ciò che vi conviene e ciò che vi piace fare. Ecco la vostra responsabilità che non potete delegare a nessuno. Alla domanda di Alessia Massari, allieva del Liceo linguistico di Ceccano, che chiedeva di raccontare della propria esperienza in carcere, Mujica ha detto che l’uomo impara molto nella sofferenza e che gli anni passati in carcere non sono stato tempo perso. Ho imparato ad amare la vita, il dono più grande che possiamo avere.
Una forte scossa alla generazione divano, come l’ha chiamata papa Francesco. E non è un caso che siano ambedue latino americani
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