E’ stato per un effetto di trascinamento magari, per un’idea improvvisa, ma sabato sera Ceccano, nelle notti della Contea, ha scoperto il tesoro che c’è in san Giovanni, la chiesa matrice della città, un luogo di culto le cui radici risalgono al IV secolo dopo Cristo. E così l’Associazione Cultures Artium ha guidato ceccanesi e non nelle viscere di S. Giovanni, nel livello della chiesa paleocristiana, per poi andare in quella romanica, e poi ancora in quella gotica con gli affreschi di scuola giottesca. E poi ancora il lapidarium e i reperti della collezione Gizzi, magnifica testimonianza di un passato sconosciuto ai più, per finire alla quadreria della chiesa attuale con l’imponente pala d’altare di scuola caravaggesca. Grazie
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