Questa nostra terra è inquinata dai nostri disordinati modi di vivere: ce ne accorgiamo ogni giorno appena respiriamo. E’ uno dei segni del 2015 che mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone, ha richiamato nell’omelia per la tradizionale celebrazione dell’ultimo giorno dell’anno,. dedicata alla Giornata Mondiale della Pace e al Messaggio di Papa Francesco Vinci l’indifferenza e conquista la pace.
Spreafico ha dedicato la sua riflessione ai segni di speranza che emergono dalla nostra terra: innanzitutto la moltiplicazione dei segni della carità solidale, le raccolte alimentari, i centri d’ascolto, la mensa diocesana di Frosinone, l’accoglienza per i migranti. Muri e barriere, ha detto il vescovo, non resisteranno di fronte alla volontà di migliorare sé stessi che è espressa da milioni di persone tormentate
dalla guerra e dalla fame. Prima della celebrazione sono stati letti alcuni brani del messaggio del Papa e poi un migrante Mohamad Djetani, fuggito dal Mali in guerra, ha raccontato la sua esperienza, ringraziando poi la caritas diocesano di averlo salvato. E’ stata poi tracciata la mappa dei conflitti in corso nel mondo: ben 27 Paesi sono oggi travolti dalla tragiedia della guerra. Mons. Spreafico ha quindi insistito sui segni di speranza: l’attenzione agli anziani da parte dei giovani, la maggiore consapevolezza dell’importanza dei nostri comportamenti quotidiani. Dobbiamo non essere indifferenti di fronte al dolore della nostra terra deturpata dall’inquinamento.
La celebrazione, nella bellissima cattedrale di S. Maria, cui hanno partecipato anche il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, il rappresentante dell’Amministrazione Provinciale ed altre autorità civili, si è conclusa con il tradizionale canto del Te Deum e con la consegna del Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2016
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