Moltissimi utilizzano i social network come se stessero chiacchierando seduti al bar o nel salotto di casa, non percependo assolutamente la diversità fra una conversazione vis a vis e un testo scritto e firmato con il proprio nome e cognome, affidato in maniera inemendabile ai computer della rete: così in un gruppo di whatsapp, uno degli innumerevoli gruppi in cui siamo inseriti volenti o nolenti, si comincia a discutere di persone e di altro della politica ceccanese, soprattutto quella attorno al Pd. Si discute scrivendo, ma come se si fosse appunto al bar o nel salotto di casa, in cui si utilizzano toni, metafore, insomma si parla magari esagerando qualche immagine, alzando qualche tono, mai pensando che ci ascoltino, o, meglio, che ci leggano. Ma tutto viene scritto, non sono soltanto parole, flatus vocis: e così qualcuno copia la conversazione, la invia come file e la fa girare pubblicamente. Scripta manent: si parla di botte ad avversari politici, di vendette, di necessità di tacitare quello o quell’altro. E sono parole scritte, non pronunciate al vento…
Scopri di più da Pietroalviti's Weblog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Lascia un commento