di Norberto Bottani
Si crede nel costruttivismo ma non lo si pratica.

E’pressoché impossibile criticare gli insegnanti. Orbene, tutti sanno che le pratiche pedagogiche della stragrande maggioranza degli insegnanti sono infarcite di illusioni, di dilettantismo, di speranze, di entusiasmi ma di poco professionalismo. Questo è appunto il problema maggiore. Molti bravi insegnanti credono e sono fermamente convinti che essere bravi, di svolgere lezioni fantastiche, di essere alla « page » ed invece non lo sono affatto.
In un bollettino recente della serie »L’enseignement à la loupe» l’OCSE smentisce i discorsi ufficiali che proteggono il corpo insegnante e fornisce una convincente documentazione sul baratro esistente tra convinzioni e pratiche pedagogiche. Si crede e si pensa in un modo ma si agisce in un altro. I dati sono estratti dell’inchiesta internazionale sull’insegnamento sull’apprendimento(indagine TALIS) secondo la quale la maggioranza degli insegnanti ritiene che il loro compito sia quello di aiutare gli studenti e gli allievi a svolgere le proprie ricerche(94%) e che sia preferibile permettere agli studenti e agli alunni di riflettere da soli a di ricercare le soluzioni per risolvere problemi pratici prima di mostrare la marcia da seguire( 93%). Queste risposte indicano che la maggioranza degli insegnanti aderiscono ad una concezione costruttivista dell’insegnamento : percepiscono cioè l’apprendimento come un comportamento attivo che mira a favorire una riflessione critica e autonoma. Ma tra il dire, in questo caso il pensare, c’e’ di mezzo il mare , come si suol dire.
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