di Marco Bonarini
“Camminiamo cantando! Che le nostre lotte e la nostra preoccupazione per questo pianeta non ci tolgano la gioia della speranza” (LS 244).
Papa Francesco conclude così la sua prima enciclica Laudato Si dedicata all’ecologia integrale, della natura e dell’uomo insieme. E’ l’invito di un pastore che sente la gioia spirituale di essere popolo (EG 268-274) e vuole coinvolgere non solo i cristiani, ma tutta l’umanità, a una presa di coscienza dei problemi che nascono quando ci si rinchiude in un ambito angusto, qualunque esso sia: economico, finanziario, ecologista, ecc.
Egli invita tutti, a cominciare da se stesso ad avere una visione ampia e profonda. E usa più volte questi due aggettivi per qualificare la visione ecologica integrale che tenga conto di tutte le relazione e connessioni che ci legano gli uni agli altri nella vita quotidiana a livelli micro e macro.
La parola di papa Francesco non è solo una analisi puntuale dei problemi ecologici e sociali (cap. 1, nn. 17-61), ma la proposta di leggere le varie crisi ecologica, economica, finanziaria, politica ed etica, come un’unica crisi che si presenta con diversi aspetti, che non possono essere risolti singolarmente, ma vanno considerati insieme e affrontati in modo multidisciplinare.
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