Proviamo ad usare di nuovo “codesto”?


L’italiano parlato ha rinunciato da tempo ad uno dei suoi dimostrativi, codesto, che invece permane anche nelle espressioni dialettali in cui il pronome aggettivo dimostrativo che indica cose o persone che sono vicine al nostro interlocutore. Provate in dialetto a dire: dammi quella penna e vedrete che avrete due possibilità, damm’ qella penna, oppure damm’ ‘sa penna a seconda che la penna sia lontana o vicina all’interlocutore. Non diremmo mai damm’ ‘sta penna.  Il non uso priva l’italiano di quella precisione a volte indispensabile per evitare confusioni. Ce lo spiega meglio il sito Una parola giorno

co-dé-sto

Aggettivo e pronome dimostrativo che indica cose o persone vicine a chi ascolta, o a lui relative

dal latino parlato eccu(m) tibi istu(m), cioè ‘eccoti questo’.

Questa è una parola di importanza cardinale che ha avuto un destino ben strano.

Come recitano le grammatiche, si usa ‘questo’ quando si vuole indicare un oggetto vicino a chi parla, ‘quello’ quando si vuole indicare un oggetto lontano da chi parla e da chi ascolta, e ‘codesto’, invece, quando si vuole indicare un oggetto lontano da chi parla ma vicino a chi ascolta. È quindi un aggettivo e pronome dimostrativo di grande valore, una risorsa utilissima che permette di descrivere in maniera precisa e sintetica una certa posizione spaziale, o ideale. Se ti chiedo di passarmi codesto foglio, vuol dire che io non ci arrivo, ma tu allungando la mano lo puoi prendere; se ti dico che non condivido codesti pensieri, significa che sono tuoi, ma lontani da me.

Ma ci sono almeno un paio di grossi problemi. Preliminarmente, va detto che fuori dalla Toscana ‘codesto’ è una parola quasi del tutto desueta, relegata in registri letterari e ricercati. Questo colore ricercato, insieme a una pervasiva incertezza sul suo esatto significato, l’hanno resa una ghiottissima preda per perversioni semantiche. Infatti viene spesso usata, per darsi un certo tono, come sinonimo aulico di ‘questo’, e talvolta anche di ‘quello’, generando una confusione tremenda. E (ahimè ovviamente) l’ambito linguistico in cui è usata di più e peggio è quello amministrativo e giuridico – ambito in cui il darsi un certo tono parlando in maniera controintuitiva è consuetudine secolare: per fare un esempio, se nell’inviare una comunicazione uso la formula «chiedo a codesto ufficio una risposta sollecita», ‘codesto ufficio’ altro non è che l’ufficio a cui mi sto rivolgendo. Roba da pazzi.

‘Codesto’ è una parola bella e importante: vedete l’etimologia? Dentro c’è il gesto di chi, con le parole, quasi ti mette in mano l’oggetto che è vicino a te. Ma è da usare con moderazione e con proprietà. Se non si vuole proprio intendere qualcosa di lontano da chi parla ma vicino a chi ascolta, fisicamente o figuratamente, è meglio non usarla.

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