Una partita per rilanciare il calcio, un convegno al quartiere Di Vittorio per parlare della Contea. L’onda insiste: da tempo si doveva vedere a Ceccano tanto fervore tra i giovani. Ecco allora l’azionariato popolare per salvare il Ceccano calcio, e poi un’altra associazione darsi da fare per ricordare la Contea. Si può essere più o meno d’accordo con le iniziative ma certo rivelano una nuova iniziativa giovanile che non può che far piacere a tutta Ceccano. L’azionariato popolare per il Ceccano calcio propone due iniziative: la prima ci sarà il 6 agosto con le GARE INAUGURALI del “2° Torneo Storico CS Marini” e del “1° Torneo della Contea di Ceccano” (Fase Provinciale e Regionale): AMICHEVOLI TRA EX CALCIATORI DELL’AS CECCANO E DEL CECCANO CALCIO, come si legge nella pagina facebook degli organizzatori. L’iniziativa si svolgerà al
campo sportivo Dante Popolla, con inizio alle 18. In campo le vecchie glorie del Ceccano contro le giovani leve. Altro appuntamento il 1° settembre per sostenere l’iscrizione del Ceccano calcio ai campionati. La seconda iniziativa è organizzata dal movimento politico Gioventù Nazionale ed organizzata dal Comitato di quartiere Di Vittorio: Riflessioni sulla Contea, alle ore 21, sempre di giovedì 6 agosto, vedrà un dibattito tra lo storico Giancarlo Pavat e l’assessore alla cultura Stefano Gizzi, l’assessore al turismo Massimo Ruspandini, il consigliere Federica Aceto e Daniele Massa, presidente di Gioventù Nazionale.Modera Antonio Nalli.
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Pura curiosità : come mai per quattro dei cinque invitati a “riflettere sulla Contea” non viene indicato il titolo di studio? Oppure, come mai per solo uno dei cinque viene fatto?
M’ha sempre fatto ridere ‘sta tendenza/tradizione (tutta italiana) di far precedere il proprio nome e cognome dal “titolo”.
Tipo il cartello sulla recinzione del semidistrutto campetto di beachvolley in Piazza Impastato : … blablabla… firmato Avv. Manuela Maliziola.
Il tutto quantomeno, per così dire, pleonastico.
😀
Caro Ugo, l’ideatore della locandina sono io e ne ho affidato una bozza ad un grafico professionista, che ovviamente l’ha redatta seguendo quei contenuti che io stesso gli avevo affidato. In buona fede, sinceramente, non avevo fatto caso che il cosiddetto “titolo” fosse stato inserito soltanto all’Assessore alla Cultura, Stefano Gizzi.
Si tratta però di un utilizzo non discriminante nei confronti di alcuno e le posso assicurare che anche i restanti “invitati”, come li chiama lei, hanno titoli, capacità, adeguata preparazione, ma soprattutto passione, per affrontare la tematica oggetto dell’iniziativa.
E’ chiaro che se da parte mia c’era della buona fede, questo suo intervento mi fa pensare all’opposto, cioè all’esistenza di una malafede.
Tra l’altro, nelle ultime settimane, mi sembra di capire che lei sia diventato una sorta di costante “k”, nel dibattito politico locale, in particolar modo per le critiche riservate nei confronti dell’Amministrazione Comunale e dell’Assessore alla Cultura, Stefano Gizzi, che pubblicamente ha dichiarato di voler menzionare, con la “a” di assessore volutamente minuscola.
Non voglio entrare nel merito delle ragioni che la portano a fare queste considerazioni, tantomeno sul suo orientamento politico, anche se è chiaro che simpatizza per altri colori, nei confronti dei quali non la ricordo aver dimostrato la stessa “verve” polemica o di semplice curiosità, ad esempio sui titoli di studio dei precedenti Assessori alla Cultura della città di Ceccano.
Questo suo modo di esporsi pubblicamente, infatti, la sta facendo identificare ai più, nella categoria dei cosiddetti “invidiosi”… e forse farebbe prima a confessare la sua antipatia personale per l’Avv. Stefano Gizzi, il cui “titolo” a questo punto, diventa una sorta di marchio di riconoscimento, come per i capitani di una squadra, o che so… quello che un tempo era il giocatore con la maglia numero 10.
Caro Antonio, ma è mai possibile che in questo paese non si possa scrivere o dire più nulla senza essere tacciati immediatamente di malafede o malanimo nei confronti di chicchessia?
La mia buonafede è dimostrata dal fatto che nel post ho citato anche il precedente Sindaco, Manuela Maliziola, (da me, peraltro, non votata) per la stessa, identica “motivazione”.
La mia buonafede, inoltre, è ribadita dal fatto che, pur di diverso orientamento politico (è consentito, spero), pochi giorni dopo l’esito delle votazioni, ho inviato una @ al neosindaco in cui, dopo aver premesso con estrema chiarezza di non essere un suo elettore/sostenitore, da cittadino comune ritenevo doveroso fargli le mie personali congratulazioni ed augurargli buon lavoro; il giorno dopo, con una cortesia che gli fa onore, Roberto Caligiore m’ha risposto a mezzo @ ringraziandomi delle “belle parole”.
La mia buona fede, infine, è certificata dal fatto che in relazione alla recente bonifica del Monumento e della Fontana in Piazza XXV Luglio, tanto su queste “pagine”, quanto sul TUO blog, ho espresso tutto il mio apprezzamento per l’iniziativa.
…
Per quanto concerne, poi, la mia scarsa stima per l’attuale assessore alla cultura, che confermo, essa è del tutto scevra da preconcetti/pregiudizi di carattere politico, ma a più generiche considerazioni di carattere personale/culturale : “Dovunque si bruciano libri, si finisce per bruciare anche gli uomini”.
Parole non mie, bensì di Heinrich Heine, sul quale voglio sperare non è necessario spendere parole di presentazione.
…
Di che cosa, infine, debbo essere invidioso nei confronti dell’Avv.Stefano Gizzi (o di chiunque altro) non è dato sapere; posso garantire con estrema serenità ed onestà che la mia vita, sul piano familiare, amicale e professionale, va avanti egregiamente come sempre, a prescindere da tutto e tutti.