La mancata trasmissione in streaming del dibattito tra i candidati a sindaco della città di Ceccano ha fatto riemergere la necessità di comprendere che la disponibilità della banda larga è indispensabile ormai alla vita della città. Ad oggi soltanto il Liceo è collegato con un’infrastruttura capace di consentire dirette streaming e videoconferenze senza troppi problemi, ma anche lì c’è il limite del ponte radio che abbassa ad un decimo la disponibilità, da 1Gbps a 100Mbps. Inoltre tutte le connessioni disponibili per i privati e anche per il comune sono asimmetriche: hanno cioè un valore molto più alto per il download che per l’upload indispensabile per lo streaming e le videoconferenze. Ceccano fra l’altro dispone di una infrastruttura in fibra ottica come risulta dal portale infratel . Riporto di seguito un articolo di Michele Vianello, Digital Evangelist Ars&Inventio
Esiste una correlazione tra la presenza della banda larga (o ultra larga) nelle aree urbane e la diffusione e il consolidamento delle politiche smart? Sicuramente sì, ma è opportuno che ci si spieghi bene. Da queste osservazioni potremmo trarre poi alcune indicazioni per individuare i potenziali investitori e attori nella diffusione della rete ed evitare gli errori che hanno condizionato il nostro Paese per troppi anni. Vorrei allora partire da qualche dato che dimostra l’estrema confusione che regna tra di noi quando si parla di questo argomento Il portale di Infratel mette a disposizione –interrogando per Regione e Comune- i dati sulla diffusione attuale della banda larga e le aspettative per il 2020. Ricordo che nel 2020 l’Unione Europea prevede che ogni cittadino abbia a disposizione almeno 30 mb.
Provate ad utilizzare questo strumento di ricerca , soprattutto nel caso delle città di maggiore dimensione, concentrandovi su quelle città che, da anni provano a perseguire politiche smart. Secondo Infratel la stragrande maggioranza delle città italiane sono coperte per l’80/90% da banda larga tra i 2 e i 20 mb.
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