di Antonio Sanfrancesco
Baudelaire diceva che la maggiore astuzia del Diavolo è quella di farci credere che non esiste. Padre Raffaele Talmelli, benedettino, 55 anni, psichiatra, dottore in psicologia della comunicazione, e soprattutto esorcista, sulla scia del poeta francese spiega che «uno dei suoi più grandi imbrogli oggi sta nel farcelo cercare nelle depressioni, fobie, attacchi di panico, disordini alimentari. Insomma, in tutti quei disturbi psichici che secondo molti avrebbero a che fare con il demonio e con il quale invece non c’entrano nulla». Talmelli insieme al giornalista Luciano Regolo ha scritto per Mondadori Il Diavolo (pp. 336, € 17), un libro che, a dispetto della copertina un po’ grottesca, è un compendio di grande profondità sull’eterna lotta contro Satana che certa teologia ha banalizzato e ridotto a mito e il cinema spesso racconta attingendo a toni horror.
Perché il Papa insiste molto sulla presenza del Demonio e sull’importanza per combatterlo?
«La parola “insiste” mi pare eccessiva: il Papa cerca di portare tutti gli uomini sulla via del Regno di Dio, che è certamente il centro della sua predicazione. Parlando del Regno di Dio è difficile omettere qualche riferimento a colui che cerca di vanificare l’opera salvifica di Cristo portata avanti dalla Chiesa; come è difficile non parlare di ombra quando si parla della luce. Combattere i demòni è il compito che Gesù ha lasciato ai suoi amici. Non dobbiamo dimenticare che «la morte è entrata nel mondo per invidia del Diavolo» (Sap 2,24). Il compito centrale e durevole degli annunciatori di Gesù Cristo è liberare, cioè esorcizzare il mondo dal potere del Nemico in tutte le sue manifestazioni: “Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni” (Mt 10,8), raccomanda Gesù».
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