La produzione di oggetti collegati ad internet ha invaso ormai tutti i settori, non si tratta più solo di smartphone e tablet ma anche di auto, elettrodomestici e più in generale di oggetti presenti nelle nostre case. Entro il 2020 si stima che il cosiddetto Internet of Things (IoT), quell’insieme di sistemi informatici che utilizzano software e sensori per fornire agli oggetti la capacità di “dialogare” fra loro e con gli esseri umani, sarà composto da 50 miliardi di oggetti. Potenzialmente infatti tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo nella rete grazie al collegamento, soprattutto wireless.
In Italia, secondo un recente rapporto del Politecnico di Milano, già ci sarebbero ben 6 milioni di oggetti connessi attraverso reti wireless, il 47% dei quali è costituito da smart car. Nel 2013 erano circa 2 milioni le vetture dotate di dispositivi per la localizzazione e la rilevazione dei parametri di guida a scopo assicurativo. Nel 2016 si stima che arriveranno a superare i 7,5 milioni. Per saperne di più ne abbiamo parlato con Alessandro Bassi, consulente sulle tecnologie dell’IoT, nonché uno dei principali esperti italiani nel settore.
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